Cronaca
6 Marzo 2025
La denuncia cinque anni dopo il presunto abuso. I fatti risalirebbero al 2015, quando la vittima aveva meno di quattordici anni e sarebbe stata palpeggiata da un uomo

Violentata dall’amico di famiglia. Racconta tutto in classe

di Davide Soattin | 1 min

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Cinque anni. Sono quelli che una ragazza di nazionalità nigeriana – oggi maggiorenne – ci avrebbe messo per denunciare una violenza sessuale a cui sarebbe stata costretta da un amico di famiglia, che avrebbe approfittato di lei in un momento in cui i due erano stati lasciati soli.

L’episodio finito al centro del processo per violenza sessuale aggravata su minore risalirebbe al 2015, quando la presunta vittima aveva meno di 14 anni e l’imputato, anche lui di nazionalità nigeriana, che oggi ha 33 anni, all’epoca dei fatti ne aveva 23.

Stando all’impianto accusatorio ricostruito dalla Procura di Ferrara, approfittando della momentanea assenza della madre, che era andata in un’altra stanza insieme a un’amica, l’uomo – proprietario di casa – avrebbe palpeggiato la giovane e si sarebbe strusciato su di lei per circa cinque minuti.

Poi, non contento, l’avrebbe anche minacciata di farle del male semmai avesse deciso di raccontare l’accaduto a qualcuno.

Ed è forse per questa presunta minaccia, che la vittima si decise a denunciare quanto successo il 4 novembre 2019, cinque anni dopo quei fatti, prendendo coraggio e raccontando alla psicologa scolastica quanto sarebbe stata costretta a subire per mano di quell’uomo.

Ieri (mercoledì 5 marzo) mattina, davanti al collegio del tribunale di Ferrara, si è tenuta un’udienza filtro del procedimento.

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