C’era una parte di Ferrara ieri, lunedì 3 marzo, in tribunale a Velletri. Nel comune romano si è tenuta un’altra udienza dibattimentale del processo che vede Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, accusato di diffamazione per un tweet ritenuto offensivo nei confronti della polizia di Stato e del Sap.
Parte civile, rappresentato dall’avvocato Valter Biscotti, è il sindacato di polizia Sap. La difesa è sostenuta dagli avvocati Giorgio Rubini e Bernardo Gentile dello studio Anselmo di Ferrara.
Il 23 settembre 2020 Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio, ritwittò un post del direttore di Estense.com Marco Zavagli.
Quel giorno, inavvertitamente, gli addetti alla raccolta rifiuti nel Comune di Ferrara, riposizionando i bidoni della raccolta differenziata, avevano coperto l’angolo di via Ippodromo che riportava l’effige in ricordo di Federico Aldrovandi.
L’errore trovò rimedio in poche ore. Nel frattempo il tweet era stato ricondiviso e commentato più volte.
Tra questi anche Chef Rubio, che condì quanto scritto da Zavagli con un suo commento: “Caro Comune di Ferrara anche se avete messo l’installazione ‘la Monnezza’ proprio a denunciare che chi uccise un ragazzino inerme furono 4 maiali della @Poliziadistato di Ferrara (@sindacato_Sap ancora in servizio) potreste far spostare i cassonetti? Grazie #AldroVive #Ovunque”.
Affermazioni ritenute dal Sap lesive del decoro della Polizia.
Ieri in aula davanti alla giudice Valentina Ribaudo è comparso l’agente della Polizia Postale Stefano Parziale, per raccontare come gli inquirenti erano risaliti all’autore del post.
Dopo di lui è stato il turno di Zavagli, autore del tweet originario, che ha spiegato come era nato il suo breve scritto poi ricondiviso.
La prossima udienza è fissata per il 10 novembre, quando dovrebbe esserci l’esame dell’imputato.
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