di Giulia Massarenti
Un volume per ricordare e omaggiare l’eclettico pittore e critico d’arte ferrarese Gabriele Turola, scomparso nel 2019. A curarlo sono stati Corrado Pocaterra e Lucio Scardino presentando “Gabriele Turola: I figli delle muse inquietanti, 50 profili di artisti ferraresi tra Novecento e Duemila”, una raccolta di testi tratti dalle riviste “Ferrara”, edita dal comune di Ferrara e “La Pianura” edita dalla Camera di Commercio.
In apertura Paolo Govoni, vicepresidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, ha voluto ringraziare i curatori del libro: “Per aver scelto la Camera di Commercio come luogo per questa presentazione; ritengo che lo sviluppo economico vada di pari passo con uno sviluppo culturale del nostro territorio: la cultura è fondamentale nella vita ferrarese”.
“Io e Lucio (Scardino, ndr) – ha introdotto Corrado Pocaterra – abbiamo selezionato partendo dai suoi scritti nelle riviste con cui collaborò attivamente cinquanta artisti ferraresi, di diverso calibro e fortuna particolarmente apprezzati da Gabriele Turola. Questa prima edizione del libro l’abbiamo realizzata per amici, interessati e addetti ai lavori in assenza di editore. Gabriele collaborò per la rivista “La Pianura” per circa trent’anni e scrisse articoli di notevole rilevanza e pregio critico e artistico. In questa rivista e nella rivista “Ferrara” fu libero di scrivere ciò che voleva, aveva pressoché carta bianca riguardo agli argomenti da trattare, senza censura né limitazioni di nessun tipo”.
“Gabriele – ha aggiunto Lucio Scardino – iniziò a fare il pubblicista per la rivista “Ferrara” edita dal comune e la mostra che lo consacrò fu “Officina 80” dove coinvolgemmo venti artisti, tra cui spiccò Gabriele per il suo anticonformismo. Gabriele era diverso da tutti gli altri artisti: era molto colto e aveva una sensibilità diversa che portò il direttore della rivista “Ferrara” Gian Pietro Testa a chiedergli di scrivere mensilmente sulla sua rivista. Ha scritto anche per “La Voce” di Ferrara, dove faceva recensioni di mostre ed esposizioni d’arte Ferrarese, ma erano testi meno sentiti rispetto alle pubblicazioni sulle altre due riviste con cui collaborò attivamente. I cinquanta profili di artisti li abbiamo selezionati tra gli articoli più sentiti da Gabriele”.
Sulla personalità di Turola dice: “Era un cavallo di razza a cui era difficile mettere le briglie. Presenteremo nei prossimi mesi questo libro in tre luoghi significativi per lui, i suoi tre luoghi dell’anima: la Biblioteca Bassani che frequentava quotidianamente, la Sala dell’Arengo dove terremo una conferenza e il Maf-centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese a S. Bartolomeo in Bosco dove conobbe molti artisti ferraresi”.
Entrando nei dettagli del libro ha sottolineato: “È interessante la figura di De Pisis: è l’articolo più denso di contenuti perché occupa ben dieci pagine del libro e in un qualche modo Gabriele si identificava in lui per attività artistiche e ispirazioni comuni; erano entrambi artisti incompresi nel panorama artistico ferrarese. L’unico modo per sopravvivere in questa città per questi artisti considerati “diversi” era l’associazionismo, come una nuova officina ferrarese che espose in gruppo. Abbiamo pubblicato 49 articoli editi da Gabriele con un’unica eccezione: un inedito su Marcello Carrà, il più giovane artista tra quelli presenti nel libro, che doveva essere un testo di presentazione di una mostra presso la Sala Orsatti rimasto nel cassetto e che oggi viene pubblicato per la prima volta. Questa edizione è stata realizzata per amici e addetti ai lavori e alcune copie sono disponibili presso la libreria La Pazienza in Via de’Romei, 38 di Ferrara. Il nostro scopo è divulgare la sua intelligenza critica e omaggiarlo. Gabriele ha inquadrato artisticamente anche personaggi eccentrici del panorama artistico ferrarese come il calzolaio Franco Tartari di cui abbiamo messo l’opera: “Maga ariostesca” nella quarta di copertina, che dipingeva molto bene ed era ritenuto un artista molto chic e ricercato nella Ferrara del tempo”.
Corrado Pocaterra ha poi aggiunto: “Gli ultimi articoli scritti su “La Pianura” hanno quasi lo status di saggi in quanto dal 2011 la rivista divenne digitale e non vi erano più limitazioni di spazio. Abbiamo inserito nel libro anche i ringraziamenti come era solito fare lui al termine dei suoi scritti: agli amici, ai collaboratori e ai famigliari, in particolare alla nipote Natascia- presente alla presentazione del libro. Con Lucio abbiamo deciso di escludere dalle figure presentate nel libro quegli artisti semplicemente introdotti e presentati da Gabriele in cataloghi o dépliant. La rivista “Ferrara” è disponibile solo cartacea, conservata presso la Biblioteca Ariostea, e per realizzare il libro abbiamo digitalizzato le foto scattate agli articoli e assieme al grafico che si è occupato del libro, abbiamo fatto un lungo lavoro di trasposizione delle pagine della rivista. La copertina del libro è stata una copertina della rivista “La Pianura” ed è l’opera di Gabriele: “La musa nuova” del 2002, con un manichino di chiaro riferimento a De Chirico seduto su un trono, ripreso dalla Musa di Cosmè Tura ed è una piccola antologia di quello che è il titolo del libro. Questa edizione è stata creata anche grazie agli aiuti economici che ci sono stati forniti dallo Studio Bosi. Quando Gabriele parlava d’arte era un fiume in piena e assieme a Lucio abbiamo cercato di dare nuova vita e forma ai suoi scritti, così preziosi, nell’anno del suo ottantesimo compleanno. Questo è uno sguardo critico nel mondo dell’arte ferrarese che può servire per inquadrare gli artisti in un panorama artistico così ampio e vario”.
Al termine della presentazione la sorella minore dell’artista scomparso che ha ringraziato i due curatori: “Per aver creato un libro che tenga in vita il ricordo e la memoria di Gabriele. Ci sarà sempre qualcosa di lui in chi lo ha conosciuto come persona e come artista”.
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