Dopo il successo delle precedenti edizioni, riprende sabato 1 marzo Fe Antica, la rassegna proposta dal Conservatorio Frescobaldi, da anni impegnato nella diffusione della musica antica, caratterizzata dall’utilizzo esclusivo di strumenti d’epoca e dal rispetto filologico delle fonti. Quattro appuntamenti dal 1 marzo al 12 aprile, accolti nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara a Palazzo Diamanti, il bellissimo clavicembalo appartenuto al compianto Thomas Walker, Musicologo e Preside della Facoltà di Magistero di Ferrara.
La rassegna è coordinata da Marina De Liso, professoressa di Canto rinascimentale e barocco del Frescobaldi, e vede la partecipazione di studenti e docenti riuniti nell’ensemble denominato Concentus Musicus e nell’ensemble Barocco d’Archi del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, che saranno protagonisti entrambi dei concerti della rassegna unitamente ad alcuni ospiti del Conservatorio di Rovigo.
Interpreti del primo concerto della rassegna Fe Antica Sabato 1 marzo alle 16.30 presso la Pinacoteca a Palazzo Diamanti un gruppo di studenti accademici del Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo, che sono già avviati alla carriera professionale: Elena Di Marino e Paola Valentina Molinari soprani, Massimo Altieri tenore e Mattia Varisco, Eleonora Luchetti e Simone Bassi Astolfi al clavicembalo. La collaborazione tra i due conservatori nasce dall’idea di arricchire i propri programmi di produzione artistica con interventi di gruppi musicali composti da studenti provenienti da altri istituti, dando loro la possibilità di esibirsi su territori nuovi in contesti artisticamente stimolanti.
Il concerto dal titolo “Con Che Soavità” è un itinerario sonoro e poetico attraverso la ricca e fulgida selva degli antichi affetti, con musiche di C. Monteverdi, G. Frescobaldi, M. Rossi e B. Storace. Il concerto si apre con “Tempro la Cetra” dal VII Libro di Claudio Monteverdi e trasporta il pubblico nel “nuovo mondo” musicale la cui rivoluzionaria paternità è tutta monteverdiana. “Il Settimo Libro dè Madrigali” (1619) è un libro in netta rottura con le precedenti pubblicazioni: qui il madrigale è qui trasformato o, forse, sarebbe meglio dire totalmente trasfigurato, rispetto alla forma alla quale eravamo abituati a riconoscerlo fino a quel momento. In trentadue composizioni non viene incluso neanche un madrigale a cinque voci, ma solo brani da una a quattro voci tutti con basso continuo, alcuni concertati con violini, unitamente a brani che potremmo definire “sperimentali” poiché non assimilabili alla forma tradizionale del madrigale. Si prosegue con la Toccata Prima (da Toccate e Correnti) di Michelangelo Rossi, mirabile violinista e organista, da molti indicato come allievo di Girolamo Frescobaldi.
Traslazione strumentale di quel complesso e ricco apparato retorico di cui Monteverdi è assoluto prestigiatore, la prima Toccata è un microcosmo di affetti ed effetti, sezioni misurate e ritmiche che si alternano a momenti lirici ed estatici per riportarci a passaggi in stile improvvisativo e libero. È la volta di Girolamo Frescobaldi e delle sue “Cento Paritite sopra Passacagli”, vero e proprio monumento strumentale dell’arte frescobaldiana. Siamo nel solco della teoria aristotelica dell’arte come imitazione, la musica rappresenta e insieme risveglia le passioni dell’animo e lo fa con strumenti espressivi mutuati dal madrigale cinquecentesco ma sublimati in una nuova sintesi espressiva che spalanca le porte al concetto di “maraviglia”. Da Frescobaldi il programma ritorna poi a Monteverdi con “Con che soavità”, che, contrariamente a quanto si possa pensare, non è un madrigale a voce sola accompagnata da strumenti ma (nella versione originale) un brano a dieci voci, divise in tre cori, di cui una sola linea è cantata, mentre le altre voci sono affidate a strumenti anziché a cantanti. Questa idea policorale, omaggio ad una concezione tutta veneziana di comporre, sottintende un testo che è rivelatore di un’importante svolta concettuale e musicale. Concludono il concerto le mirabili “Partite sopra La Monica” di Girolamo Frescobaldi e lo splendido duetto “Duri e penosi” dal Ritorno di Ulisse in Patria.
I prossimi appuntamenti della rassegna Fe Antica saranno il 15 e 29 marzo e il 12 aprile presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara a Palazzo Diamanti.
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