Economia e Lavoro
26 Febbraio 2025
Oggi altre 8 ore di sciopero conseguenti "all'incontro avuto con l'azienda" e necessarie "per non vanificare gli sforzi fatti"

Berco. Già 82 ore di sciopero: “Vogliamo il nostro lavoro”

di Redazione | 3 min

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Copparo. Sono ormai 82 le ore di sciopero che i lavoratori e le lavoratrici hanno portato avanti davanti ai cancelli dell’azienda e in altre sedi come il Ministero delle imprese e del made in Italy dove non hanno potuto, durante l’ultimo incontro previsto, confrontarsi con l’azienda. Anche ieri la mobilitazione è proseguita con rappresentanze nazionali dei sindacati a ribadire quello che continuano a sostenere dipendenti: “Vogliamo i nostri posti di lavoro, per le nostre famiglie, la nostra dignità e il nostro territorio”. Insieme a loro, nella mattinata di martedì 25 febbraio in cui hanno avuto un incontro con il board aziendale, oltre all’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia anche il sindaco Fabrizio Pagnoni.

Un incontro che non è andato bene e infatti subito vengono proclamate altre 8 ore di sciopero per oggi, mercoledì 26. Otto ore che porteranno il computo a 90 e una decisione “conseguente all’incontro avvenuto in azienda” ritenuta necessaria “per non vanificare gli sforzi fatti fino a oggi”.

“Dopo 82 ore di sciopero – fanno sapere le rsu -, oggi durante l’incontro con il board aziendale, abbiamo assistito a un’ennesima rinuncia a dialogare con serietà sulle nostre richieste. Il board non cambia la sua posizione riguardo ai 247 licenziamenti e alla disdetta del contratto aziendale, dimostrando, ancora una volta, un totale disinteresse per il nostro futuro e quello dello stabilimento”.

“Eravamo pronti – aggiungono – a discutere soluzioni concrete, che non si riescono ad avere con questa dirigenza che non ha né un piano aziendale né una visione per il nostro futuro. Non possiamo e non vogliamo rimanere fermi in un vicolo cieco che mette a rischio i nostri posti di lavoro e il nostro futuro”.

“Per questo – concludono -, chiediamo con urgenza al Ministro Urso di intervenire, convocando Thyssenkrupp per affrontare seriamente la questione del futuro dello stabilimento e delle centinaia di posti di lavoro che dipendono da noi. È ora di parlare di soluzioni concrete. Siamo pronti a lottare fino all’ultimo per difendere i nostri diritti e il nostro futuro!”

“All’assemblea unitaria davanti allo stabilimento Berco – racconta il sindaco – abbiamo avuto notizia dalle rappresentanze sindacali, nazionali e territoriali, che l’esame congiunto con l’azienda non ha portato a nessun risultato concreto: l’incontro durato circa un’ora ha avuto esito negativo. La scelta, obbligata, è continuare la lotta, ben sapendo che il momento è molto difficile, anche perché il contatore dei giorni che ci separano al termine della procedura di licenziamento collettivo continua inesorabile la sua corsa e diminuisce il tempo a disposizione”.

Per Pagnoni “si confermano tutte le criticità già emerse, a partire dall’impossibilità di capire quali siano gli obiettivi per il futuro dell’azienda a fronte della mancanza di un piano industriale serio e compiuto. C’è ora purtroppo un elemento in più. I lavoratori hanno già totalizzato 82 ore di sciopero e molte altre se ne prospettano: mutui, bollette, spese non cambiano al diminuire della busta paga”.

“Accolgo – conclude – l’invito dei sindacati a coordinare un nuovo tavolo, parallelo a quello già attivato su tematiche di prospettiva, che dovrà occuparsi dei problemi di tenuta economica che cominciamo a registrare e che dovrà rispondere alle prime necessità di coloro che stanno scioperando. Stileremo un elenco di tutti gli attori possibili, a partire da banche, grande distribuzione, commercio, oltre alle istituzioni, quali Comuni, Unione e Regione. Siamo inoltre sempre pronti a presenziare a tavoli istituzionali di qualunque livello dovessero essere avviati o riavviati, collaborando per dare un futuro ai lavoratori e al nostro stabilimento”.

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