Economia e Lavoro
25 Febbraio 2025
Continua la mobilitazione: altre 8 opre di sciopero e presidio davanti allo stabillimento. Assemblee a Copparo e Castelfranco per ribadire il rifiuto al ricatto occupazionale

Berco, lavoratori sempre più uniti contro i licenziamenti

di Redazione | 2 min

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La protesta dei lavoratori Berco non si ferma. A seguito della decisione dell’azienda di “forzare la mano riaprendo i licenziamenti e riducendo il salario dei lavoratori”, la mobilitazione si è intensificata, con gli stabilimenti che da due settimane risultano “ingovernabili” grazie alla determinazione dei dipendenti.

Per domani sono state proclamate altre 8 ore di sciopero “per difendere il nostro contratto e i nostri posti di lavoro”. E’ previsto inoltre un presidio davanti alle portinerie a partire dalle 6 del mattino, per il quale si fa appello alla presenza di tutti i lavoratori in quanto “primo atto di determinazione e di forza che il ‘board’ aziendale non potrà ignorare”. Proprio con i vertici aziendali è previsto poi alle 11 l’esame congiunto della situazione.

La tensione tra i sindacati e il management dell’azienda è aumentata ulteriormente dopo che quest’ultimo ha “assunto un comportamento irrispettoso verso le istituzioni” non partecipando all’incontro con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) lo scorso 13 febbraio. Tale assenza ha portato il ministro Adolfo Urso a intervenire direttamente, scrivendo ai vertici della multinazionale proprietaria di Berco per sollecitare un confronto.

Domani, 25 febbraio, sono previste assemblee unitarie nei siti produttivi di Copparo e Castelfranco. L’obiettivo è quello di rafforzare la solidarietà tra i lavoratori e inviare “un chiaro messaggio: non accettiamo il ricatto dei licenziamenti”.

La mobilitazione sindacale prosegue con la certezza che “gli impegni delle istituzioni, nazionali e locali, a sostenere i lavoratori in questa vertenza” possano condurre a “un epilogo positivo e salvare centinaia di posti di lavoro”.

I sindacati Fim, Fiom e Uilm auspicano infine che Thyssenkrupp, multinazionale proprietaria di Berco, “assuma un ruolo di primo interlocutore con le istituzioni italiane per addivenire a una soluzione positiva” e garantire un futuro ai lavoratori coinvolti in questa difficile vertenza.

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