Attualità
23 Febbraio 2025
Rete Giustizia Climatica, Forum Ferrara Partecipata e La Comune chiedono a gran voce che tutte le forze politiche si pronuncino sulla questione

“Basta monopolio di Hera”: il sit-in davanti allo sportello

di Redazione | 2 min

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L’alternativa a Hera c’è: “Un servizio pubblico per i rifiuti urbani è utile e possibile”. Lo hanno ribadito gli attivisti di Rete Giustizia Climatica e di Forum Ferrara Partecipata, con l’appoggio de La Comune, ieri mattina durante il sit-in di fronte allo sportello Hera di viale Cavour 62. I manifestanti si sono disposti in semicerchio sorreggendo diversi fogli di giornale uniti fra loro, che al termine degli interventi al megafono sono stati stracciati a simboleggiare la volontà di porre fine al monopolio della multiutility.

Il portavoce della Rete e del Forum, Corrado Oddi, ha infatti ricordato che è dal 2017 che la concessione a Hera è scaduta, ma continua a gestire in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Ferrara. “Dopo sette anni – ha detto Oddi -, è giunto il momento di decidere quale sarà il soggetto che gestirà il servizio negli anni futuri“.

Tuttavia, l’attuale Amministrazione avrebbe in programma di affidare il servizio mediante gara, “con il risultato pressocché scontato di lasciare la gestione ad Hera per i prossimi 15-20 anni, come insegna l’esperienza delle gare svolte nelle altre province – ha continuato Oddi al megafono -. Per noi questa è una scelta sbagliata dettata unicamente dalla subalternità di questa Amministrazione, come nelle precedenti di centro-sinistra, alla potente multiutility”. Le associazioni chiedono che “tutte le forze politiche si pronuncino rispetto alla questione, che arriverà in consiglio comunale, e che si prendano la responsabilità di quale strada scegliere”.

Ha citato poi la vicenda delle tariffe del teleriscaldamento, la quale “dimostra quanto Hera sia più interessata a produrre utili e dividendi da distribuire ai soci, non tanto a offrire un servizio pubblico efficace e virtuoso in termini ambientali“. La strada utile e possibile da percorrere è dunque quella di “ripubblicizzare il servizio dei rifiuti, dando vita a un’azienda totalmente pubblica di proprietà del Comune, costruendo meccanismi di partecipazione alle scelte di fondo da parte dei lavoratori e dei cittadini”.

Secondo la Rete, inoltre, “la modalità di raccolta con il sistema a calotta incentiva comportamenti negativi come l’abbandono di rifiuti, mentre il sistema di raccolta porta a porta non ha queste controindicazioni”. Per questo, gli attivisti ribadiscono a gran voce le loro proposte: ripubblicizzare la gestione dei rifiuti urbani, passare alla raccolta porta a porta, dimezzare la potenzialità dell’inceneritore. “Basta la volontà politica di uscire dalla sudditanza da Hera“.

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