Il nostro sindaco, con sorpresa di molti, ha scelto come nuovo assessore Stefano Vita Finzi.
Sarà un buon amministratore? Lo spero, per il bene della città, e non intendo dare giudizi scioccamente anticipati perchè, come ammonisce il Vangelo, “l’albero si giudica dai frutti che dà”.
Vedremo dunque se la scelta si rivelerà azzeccata.
Ciò premesso, rimango perplesso perchè, se Vita Finzi è un “tecnico”, ricordo che (almeno a livello di governo) i “tecnici” del passato non hanno lasciato tracce di rilievo. O sono stati irrilevanti o hanno combinato pure qualche pasticcio.
Quando si governa una nazione o una città occorre infatti avere una sensibilità politica che sovente difetta a chi non ha precedenti esperienze di natura istituzionale.
Rimango poi perplesso perchè l’occasione poteva essere propizia per “recuperare” Andrea Maggi, che però ha forse detto qualche parola sgradita al nostro permaloso sindaco dopo la sua esclusione dalla giunta.
Mi sembra che il nostro primo cittadino tenda a creare attorno a sè una specie di “cerchio magico”, composto da persone più devote che meritevoli. Certo, fra i “devoti” possono esserci anche i meritevoli, ma ciò – in generale – accade di rado.
All’apice del consenso anche Craxi e Bossi commisero l’errore di allontanare quelli che osavano esprimersi in maniera critica, creando il loro “cerchio magico” perchè i “grilli parlanti” (Pinocchio docet) danno sempre fastidio.
Ma le cose, alla fin fine, andarono maluccio, per l’uno e per l’altro. Bettino finì ad Hammamet e Umberto si ritirò nella casa di Gemonio. Non vorrei che Alan, a fine mandato e “scaricato” dagli ex devoti, fosse indotto a ritirarsi in quel di Scortichino, rimpiangendo, assieme a qualche fedelissima superstite, scelte poco oculate e parecchio discutibili.
Auguro al nostro sindaco di riflettere e di compiere scelte che privilegino sempre il merito e la competenza, ricordando che la moglie di Cesare non solo deve essere onesta, ma deve anche apparire tale. Se seguirà questa strada non avrà a pentirsene e potrà godere, a mio avviso, della riconoscenza dei ferraresi.
Diversamente dovrà meditare su un vecchio detto che vale per la vita e per la politica : “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. E chi persevera nell’errore di solito non finisce bene.
Tornando a Vita Finzi, leggo che è presidente dell’AeroClub locale: speriamo dunque che sappia volare alto e che dimostri (questo è il mio sincero augurio) quelle capacità e quella sensibilità di cui Ferrara ha bisogno.
Buon lavoro al neo-assessore e buon lavoro al sindaco!
Antonio Ferri