Lido degli Scacchi. Lo avevano preso a lavorare in nero e non lo avevano nemmeno dotato di adeguate protezioni. E alla fine il giovane ha rischiato di perdere un occhio.
È in fase di udienza preliminare il processo a carico di due comacchiesi di 52 e 51 anni per un infortunio sul lavoro avvenuto il 29 maggio del 2019. Il primo, giardiniere, sarebbe il datore di lavoro di fatto del ragazzo, oggi 28enne di Codigoro e assistito dall’avvocato Denis Lovison.
Secondo l’accusa, l’uomo svolgeva attività abusive di giardinaggio. E lo faceva anche per conto del Comune di Comacchio (parte offesa assistita dall’avvocato Irene Costantino) utilizzando anche attrezzature di proprietà dell’ente e facendosi figurare al lavoro quando invece si allontanava per altri impieghi. Fatto per cui è imputato anche di truffa aggravata.
Partendo dal fatto che la vittima lavorava in nero, l’imputato figura come suo datore di fatto. Da qui anche la violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Questo comporta anche il non aver fornito al lavoratore i necessari dispositivi di protezione individuale. Nello specifico la vittima non aveva occhiali protettivi utili a eliminare o ridurre i rischi di ferimento.
L’alto imputato, comacchiese di 51 anni, è accusato di favoreggiamento come dipendente di fatto dell’imprenditore, e insieme al primo non avrebbe impedito al ragazzo di potare la siepe ‘corpo del reato’. Durante l’operazione, avvenuta all’interno del giardino di un’abitazione a Lido degli Scacchi, infatti, l’operaio è stato ferito all’occhio un rampo della siepe.
Il 51enne, invece, raccontò ai carabinieri intervenuti che il ragazzo li aveva semplicemente accompagnati in quel luogo e che l’infortunio era stato causato dal fatto che il giovane, per scherzo, gli sarebbe saltato sulle spalle all’improvviso mentre stava tagliando la siepe.
Le lesioni accertate dal personale sanitario parleranno di un trauma bulbare e orbitario che ha causato un’ipofunzione del nervo ottico, con riduzione sensibili del campo visivo: In sintesi: prognosi di 40 giorni e indebolimento permanente dell’organo della vista-
L’udienza è stata rinviata al 12 giugno per impedimento di uno degli imputati.
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