Cronaca
21 Febbraio 2025
A processo ingegnere della Motorizzazione, un autotrasportatore e il titolare di una società di trasporti

Firme false per regolarizzare le auto prese all’estero

di Redazione | 2 min

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Da una tranche della maxi inchiesta sulle mazzette in Motorizzazione è nato un nuovo procedimento penale. Il filone deriva da alcune intercettazioni svolte dalla polizia giudiziaria su Edoardo Caselli, l’ingegnere della Motorizzazione civile di Ferrara già condannato nel processo madre.

A Caselli è contestato il fatto che, in qualità di funzionario della Motorizzazione civile di Ferrara, avrebbe commesso dei falsi facilitando la nazionalizzazione dei veicoli, aggiornando l’archivio informatico per farli risultare regolari. Oltre a questo, avrebbe dato l’accesso informatico a dati contenuti nell’archivio informatico della Motorizzazione alla compagna, dipendente di un’agenzia di autopratiche.

Mentre la compagna ha già patteggiato, Caselli finirà a giudizio il 7 aprile.

Ieri infatti (giovedì 20 febbraio), l’udienza preliminare si è conclusa con il rinvio a giudizio di lui e degli altri due imputati, un autotrasportatore e il titolare di una società di trasporti straniera. Secondo l’accusa l’agenzia di autopratiche, grazie all’aiuto interno alla Motorizzazione, aveva preso in carico oltre 250 veicoli provenienti dall’estero e li aveva fatti risultare regolarizzati.

La difesa di Caselli, sostenuta dall’avvocato Ciriaco Minichiello, aveva sollevato un’eccezione riguardante l’ammissibilità delle intercettazioni che hanno fatto scattare le imputazioni. Mossa alla quale si sono accodati anche gli altri difensori, Francesco Rizzuto del foro di Bologna e Leone Spadoni del foro di Ravenna, chiedendo il non luogo a procedere.

Il gup, dopo essersi ritirato, è tornato davanti alle parti disponendo il decreto di rinvio a giudizio per tutti e tre gli imputati. Una decisione che ha fatto scattare le proteste dei difensori, secondo i quali serviva prima una ordinanza di accoglimento o di rigetto dell’eccezione.

Su questo aspetto di rito deciderà eventualmente il giudice monocratico.

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