Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Momenti di tensione nei giorni scorsi nell'area della stazione di Ferrara, dove un giovane nordafricano di 19 anni è stato fermato dalla Polizia Locale al termine di un inseguimento tra piazzale della Stazione e piazzale Castellina
“Ho paura di una persona così”, una persona che le avrebbe detto: “Se mi denunci ti ammazzo”. Inizia così la testimonianza della presunta vittima di una violenza sessuale compiuta dall’ex compagno 38enne che l’avrebbe ricattata per consumare due rapporti sessuali dopo la fine della loro relazione.
I fatti oggetto di denuncia risalgono al 2021, tra settembre e ottobre, quando l’ex compagno le avrebbe richiesto di consumare un rapporto sessuale per smettere di infastidirla, dopo poco ci sarebbe stata un’altra richiesta e infine quella di arrivare ad una regolarità, almeno ogni 15 giorni. “Avevo paura”, racconta la vittima durante la testimonianza davanti alla giudice Piera Tassoni con a latere Sandra Lepore e Giovanni Solinas. “Ha iniziato a minacciare me – dice –, poi i miei genitori e anche il mio compagno”.
Aveva paura anche perché, dice, “ha minacciato anche suo padre in diverse occasioni” mentre in una, sempre il padre dell’imputato, avrebbe dovuto “chiamare i carabinieri”. La ragazza racconta che, nonostante non sia mai stata picchiata avrebbe subito minacce con pugni stoppati a poca distanza dal volto ma anche foto del luogo di lavoro del compagno o della madre. “Io non volevo denunciarlo per paura di peggiorare la situazione mia e quella di terze persone”, c’era il timore che “le minacce diventassero concrete”, la ragazza fa sapere di essere stata “esasperata dalle minacce” e dal doversi “guardare intorno”.
Proprio questa esasperazione l’ha probabilmente portata ad accettare il presunto ricatto, una prima volta a casa sua e una seconda a casa dell’imputato. In questa seconda occasione avrebbe offerto un tè alla ragazza “spaventata” e avrebbe tentato di calmarla dicendole: “Non ti ammazzo”.
“Gli davo quello che voleva”, racconta la presunta vittima, “per tenerlo tranquillo” in modo che “le sue minacce non si concretizzassero”.
Anche dopo questa seconda presunta violenza la ragazza non avrebbe voluto denunciare ma è arrivata l’imposizione della psicologa che da tempo la segue: “O denunci tu o lo faccio io”.
Si torna in aula il 16 aprile per sentire ulteriori testimoni terminando la fase istruttoria.
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