Ostellato
19 Febbraio 2025
L’investimento allo stabilimento Rmb permetterà il rinnovo totale della linea di frantumazione degli autoveicoli fuori uso e il recupero dei pannelli solari

Trattamento e recupero di rifiuti, un piano di oltre 16 milioni per Ostellato

di Redazione | 3 min

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Una riqualificazione degli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti industriali così da migliorare le percentuali di riciclo e riutilizzo dei materiali. E quindi ottenere una maggiore efficienza delle prestazioni ambientali per affrontare la competizione nel mercato con modalità sempre più performanti e sostenibili.

Il Gruppo Rmb Spa, una delle principali piattaforme polifunzionali in Europa per il trattamento e il recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non, ha illustrato alla Regione Emilia-Romagna un programma di investimenti, denominato ‘Ambiente come risorsa’, che riguardano anche lo stabilimento emiliano-romagnolo di Ostellato.

Il Contratto di Sviluppo del Gruppo Rmb Spa è stato presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per accedere a un contributo pubblico e sul quale la Regione è stata chiamata a esprimere un parere in merito alla coerenza della proposta con la programmazione regionale.

Il programma di investimenti presentato dal Gruppo Rmb Spa, complessivamente di quasi 36,4 milioni, prevede oltre 16 milioni destinati al sito di Ostellato specializzato nel recupero di rifiuti non pericolosi, nella frantumazione di rottami metallici e di veicoli fuori uso. Mentre, per la sede Rmb di Polpenazze del Garda gli investimenti sono pari a 14,6 milioni e quasi 5,6 milioni alla Garm di Gavardo.

Il parere positivo di viale Aldo Moro, notificato ufficialmente oggi a Invitalia, delegata alla procedura dal Mimit, è arrivato dopo la presentazione da parte dei proponenti al vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla.

“Questo investimento – commenta Colla –  è una straordinaria opportunità per contribuire allo sviluppo e alla crescita dell’intera filiera dell’economia circolare in Emilia-Romagna. Un sistema che rappresenta uno schema di business che coniuga innovazione e sostenibilità. Gli investimenti proposti nel sito ferrarese puntano a una valorizzazione dei rifiuti ferrosi utilizzando le migliori tecnologie disponibili per ridurre l’impatto ambientale e contenere i consumi energetici e idrici. Un progetto particolarmente importante anche per la sua collocazione, per la possibilità di aprire nuove prospettive di sviluppo su un territorio fragile della nostra regione”.

Per la Regione il programma di investimento e l’attività di sviluppo presentato per lo stabilimento Rmb di Ostellato è pienamente coerente con la propria programmazione. E sono in linea con la legge regionale per la promozione degli investimenti in Emilia-Romagna, oltre che con la programmazione regionale prevista dal Patto per il Lavoro e per il Clima, con la Strategia di specializzazione intelligente S3 e i Programmi regionali per la ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico e per le attività produttive.

L’intervento a Ostellato

Il programma prevede, in particolare, nello stabilimento ferrarese il rinnovo totale della linea di frantumazione dei veicoli fuori uso (Vfu), senza modifiche al layout produttivo o ai flussi di lavoro. L’obiettivo è migliorare quantitativamente e qualitativamente le frazioni recuperabili, incrementando il livello di tutela ambientale, riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti. L’impianto di Ostellato, autorizzato per il recupero mediante frantumazione e selezione di rifiuti metallici non pericolosi, con una capacità massima di 200 tonnellate al giorno.

Oltre ai veicoli fuori uso i piani industriali dell’azienda si rivolgono anche al riciclo delle componenti dei pannelli fotovoltaici arrivati a fine vita: in particolare vetro, alluminio e silicio; così come al recupero e valorizzazione di frazioni inerti e inertoidi artificiali, a seguito di rifiuti da attività industriali della metallurgia e da valorizzazione energetica, per un riutilizzo in opere e attività di ingegneria civile secondaria in luogo, per esempio, di sabbie e ghiaie di origine naturale.

Di rilievo, inoltre, una volta raggiunta la piena operatività sarà l’incremento occupazionale.

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