Informazione e privacy: nuove sfide nel giornalismo digitale
Secondo un report del Reuters Institute del 2022, il 38% degli utenti in Europa dichiara di non fidarsi più delle notizie online
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Da sempre all’avanguardia nel campo dell’elettrificazione e dell’automazione, ABB è un punto di riferimento globale per l’innovazione tecnologica applicata all’efficienza energetica
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In Italia, l’accesso alla televisione nelle aree montane e isolate continua a essere un problema significativo, nonostante le innovazioni tecnologiche. Le comunità distanti dai grandi centri urbani devono affrontare difficoltà persistenti nella ricezione di un segnale stabile, un disagio acuito dal passaggio al digitale terrestre e dalla progressiva disattivazione dei ripetitori locali. Questa situazione non solo limita l’intrattenimento, ma ostacola anche l’accesso a notizie e servizi fondamentali.
Il digitale terrestre, introdotto con l’intento di migliorare la qualità delle trasmissioni e ampliare l’offerta televisiva, si è rivelato problematico per le zone più remote. A differenza del segnale analogico, che riusciva a coprire anche le aree più difficili, la trasmissione digitale richiede una connessione stabile, lasciando molte comunità scoperte dopo la chiusura dei ripetitori. Lo streaming via Internet rappresenta un’alternativa moderna, poiché elimina la necessità di antenne tradizionali. Tuttavia, il divario digitale in Italia ostacola la diffusione di questa tecnologia. Secondo i dati AGCOM, circa 8 milioni di famiglie su 25 milioni non dispongono di una connessione fissa o utilizzano esclusivamente reti mobili, spesso caratterizzate da velocità e stabilità insufficienti. Inoltre, circa 5 milioni di famiglie sono ancora legate a connessioni in rame, inadeguate per lo streaming in alta definizione.
A peggiorare la situazione contribuisce la carenza di infrastrutture per la banda larga nelle zone montuose. I dati ISTAT indicano che circa il 30% del territorio italiano non dispone di connessioni ultraveloci, con picchi del 50% in alcune aree alpine e appenniniche. La limitata copertura della fibra ottica e del 5G rende complesso l’accesso ai contenuti in streaming per molte famiglie, mentre l’uso delle piattaforme IPTV risulta poco intuitivo per le fasce meno avvezze alla tecnologia. In questo scenario, il satellite si conferma la soluzione più affidabile per garantire una copertura televisiva uniforme. La piattaforma gratuita Tivùsat, promossa da Rai, Mediaset e TIM, rappresenta un’opzione essenziale per milioni di italiani privi di un segnale terrestre stabile. Secondo Auditel, oltre 15 milioni di persone usufruiscono della televisione satellitare attraverso Sky e Tivùsat, che conta circa 4 milioni di smart card attive.
Alcune amministrazioni locali stanno sperimentando soluzioni ibride per ridurre il digital divide, come il Fixed Wireless Access (FWA), una tecnologia che offre connessioni veloci tramite antenne radio. Tuttavia, l’implementazione di queste soluzioni richiede investimenti consistenti e tempi prolungati.
In sintesi, nonostante i progressi tecnologici, il divario digitale tra le aree urbane e quelle montane rimane evidente, rendendo il satellite l’unica soluzione realmente efficace. Mentre lo streaming rappresenta una prospettiva futura, la mancanza di infrastrutture adeguate e di una diffusione capillare della banda larga ne impedisce l’accessibilità per molte famiglie. Fino a quando tali carenze non saranno risolte, il satellite continuerà a rappresentare il principale mezzo di accesso alla televisione per le comunità montane e isolate.
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