di Emanuele Gessi
È con la metafora del tango che Michele Balboni ha scelto di ritrarre nel suo ultimo libro la figura e la vita di Eva Maria Perón (soprannominata Evita), figura di spicco nell’Argentina peronista a difesa dei lavoratori e dei più poveri, e protagonista indiscussa di Evitamia (Edizioni La Carmelina).
L’opera è stata presentata il 14 febbraio nella sala parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore a Ferrara, in un incontro organizzato dall’associazione Intorno a te, a cui hanno preso parte una cinquantina di persone come ascoltatori.
Fra i relatori, oltre all’autore, è intervenuto anche il vescovo Gian Carlo Perego, che ha inquadrato l’importanza sociale delle azioni compiute da Evita durante la sua brevissima vita di 33 anni: “Seppur partendo da due orizzonti diversi – ha detto Perego – sia lei che papa Francesco mettono al centro innanzitutto la dignità delle persone. Mi sembrava importante segnalare il contributo che questa donna ha dato, vivendo la dimensione della carità non soltanto come beneficenza ma come un modo di ridare i diritti alle persone. Questo principio avvicina l’azione di Eva a quella della chiesa, considerando inoltre che la chiesa non può chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie e che non si può fare la carità dove è richiesta la giustizia”.
Ad introdurre il libro di Balboni è stato Loredano Ferrari, presidente di Intorno a te e Cooperativa Castello, che ha ringraziato monsignor Perego per aver accettato l’invito e il parroco don Antonio Grandini per l’accoglienza: “Riteniamo che organizzare appuntamenti culturali come questo possano dare a tutta la nostra comunità la possibilità di arricchirsi, per questo come associazione continueremo a realizzarne in parallelo alla nostra attività di supporto alle fragilità delle persone”.
“Sia Evita che i ballerini – ha quindi spiegato l’autore di Evitamia, Michele Balboni – cercano e praticano l’abbraccio, i ballerini verso il proprio partner, lei verso la sua gente”.
In questo modo l’autore ha fatto luce sull’interrogativo che gli era stato posto dal moderatore dell’evento, Tito Cuoghi, ovvero cosa avessero in comune la moglie del colonnello Perón e il celebre ballo.
Nel corso del pomeriggio l’autore ha ripercorso la fugace parabola di vita di Eva, partendo dall’incontro con Perón nel 1944 a una serata di beneficenza per i terremotati, addentrandosi poi nei sei anni di fervido impegno nei confronti dei più bisognosi. Una vocazione alla solidarietà che non si è mai sopita fino al momento della sua morte precocissima, avvenuta nel 1952.
Il libro, è stato infine evidenziato, è arricchito da rilevanti contributi esterni scritti dal vescovo di Ferrara Gian Carlo Perego, l’ex ministro e rettore Patrizio Bianchi, Francesca Capossele, Elba de Vita, Riccardo Modestino, nonché la prefazione della scrittrice argentina Elsa Osorio.
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