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Anna Chiappini e Davide Nanni consiglieri comunali del Pd intervengono riflettendo "sul contributo delle donne nel percorso dei diritti, della lotta per la giustizia e la libertà"
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Copparo. Otto ore di sciopero e di presidio davanti alle portinerie di Berco. Sono quelle che Fiom, Fim e Uilm Ferrara, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento copparese, hanno indetto per lunedì 10 febbraio, a partire dalle 6, contro “un atto irresponsabile e scellerato”.
Il riferimento è alla decisione del board aziendale che, venerdì (7 febbraio) sera, ha deciso di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 247 lavoratori.
“Riteniamo inaccettabile – spiegano i sindacati – l’atteggiamento ricattatorio tenuto nei confronti delle organizzazioni sindacali e delle Rsu, alle quali si chiedeva di azzerare la parte economica del Ccia e la sottoscrizione di un accordo in cui il sindacato si impegnava per l’eternità a non discutere mai più le condizioni degli ammortizzatori sociali eventualmente utilizzati in azienda, per evitare i licenziamenti. Oggi con l’apertura della procedura di licenziamento che giunge dopo la disdetta del contratto aziendale il ricatto viene concretizzato con le azioni”.
“Berco, azienda storica e pilastro dell’industria locale, sta scegliendo – proseguono – la strada più facile e brutale: colpire i lavoratori invece di cercare soluzioni condivise. È inaccettabile che, nonostante gli sforzi dei dipendenti e le richieste delle rappresentanze sindacali di aprire un vero confronto, l’azienda si rifiuti di esplorare alternative ai licenziamenti.
Da qui la richiesta “con urgenza” dell’apertura di “un tavolo di crisi presso le istituzioni competenti, al quale sia presente – come chiesto anche dalla Regione Emilia Romagna, ndr – ThyssenKrupp per individuare strumenti e percorsi che salvaguardino l’occupazione e garantiscano un futuro produttivo sostenibile per il sito di Berco a Ferrara. Non permetteremo che i lavoratori siano sacrificati in nome di logiche di profitto a breve termine”.
Fiom, Fim e Uilm fanno sapere che “metteranno in campo ogni iniziativa necessaria per contrastare questa ingiustizia, a partire dalla mobilitazione dei lavoratori. Nei prossimi giorni verranno organizzate assemblee, scioperi e manifestazioni per respingere questa decisione scellerata e difendere il diritto al lavoro”.
Anche Fiom, Fim e Uilm nazionali intervengono sulla crisi, sottolineando che “Berco ha comunicato ai dipendenti questa sua decisione adducendo false accuse a Fim, Fiom e Uilm”. “La verità – sottolineano le sigle sindacali nazionali – è che il management non ha mai voluto discutere veramente le soluzioni ma solo imporre il proprio volere a discapito dei lavoratori licenziando e tagliando i salari. Fim, Fiom e Uilm non hanno accettato le assurde proposte di cancellare in toto la contrattazione aziendale e di tagliare di oltre il 40% il salario dei dipendenti. Non siamo disponibili a licenziamenti, a maggior ragione quando sono ingiustificabili”.
Per i sindacati quanto sta accadendo è “follia, anche a fronte dell’incontro già programmato per il prossimo 13 febbraio”. “È chiaro – concludono – come questo management continui nella sua unica capacità di voler provocare le istituzioni, il Ministero e i lavoratori con i loro rappresentanti. Non è accettabile che si consenta ancora a questa gestione di prendersi gioco del nostro Paese e dei lavoratori che lo sostengono”.
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