Eventi e cultura
7 Febbraio 2025
È l’esperienza che alcuni giovani hanno potuto vivere nelle scorse settimane, con una serie di sedute di disegno dal vero all’interno della prestigiosa cornice museale

Gli studenti del Dosso Dossi studiano e dipingono in mostra le opere a Palazzo Diamanti

di Redazione | 3 min

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Disegnare in mostra le opere più caratteristiche del Cinquecento a Ferrara. È l’esperienza che alcuni studenti ferraresi hanno potuto vivere nelle scorse settimane, con una serie di sedute di disegno dal vero all’interno della prestigiosa cornice museale di Palazzo dei Diamanti, per la mostra “Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso”, visitabile fino al 16 febbraio.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno della dirigente scolastica del Liceo artistico Dossi Dossi, professoressa Francesca Barbieri, con il coordinamento della professoressa Federica Zabarri e la collaborazione dei docenti Alessandra Vecchietti, Dante Pelagatti, Cristian Arbasi e Vincenzo Galardo.

Il progetto ha visto la partecipazione di 14 studentesse e studenti, selezionati tra i migliori allievi dell’istituto ferrarese. In quattro diverse sedute di disegno dal vero all’interno delle sale del museo, si sono potuti confrontare da vicino con i capolavori di alcuni dei protagonisti del Rinascimento.

“Questa mostra è stata considerata la più importante per l’arte antica da parte della redazione di Finestre sull’arte, tra le più prestigiose e importanti riviste di settore. Sapere che giovani ferraresi possano confrontarsi e trarre ispirazione dai grandi artisti del passato, studiandone le tecniche, osservando le scelte cromatiche e ritrovando il loro stile non da un libro, ma in mostra davanti alle opere è motivo di grande emozione. Già è un’occasione unica e irripetibile avere in città queste opere – alcune delle quali rari prestiti nazionali e internazionali -, diventa ancora più unica per questi studenti, che grazie alla lungimiranza di dirigente e docenti e grazie alla collaborazione dello staff della Fondazione Ferrara Arte, hanno avuto la possibilità di vivere un’esperienza importante, che mi auguro possa aver arricchito il loro bagaglio umano e scolastico”, dice l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli.

La rassegna, inaugurata lo scorso ottobre, è organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara ed è stata curata da Vittorio Sgarbi e Michele Danieli con la direzione di Pietro Di Natale.

Naturale prosecuzione di “Rinascimento a Ferrara”, dedicata ad Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa e realizzata sempre a Palazzo dei Diamanti nel 2023, Il Cinquecento a Ferrara costituisce la seconda tappa di una più ampia e ambiziosa indagine del tessuto culturale e artistico nella stagione compresa tra l’elevazione della città a ducato e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio.

Racconta le vicende artistiche del primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne dal duca Ercole I d’Este al figlio Alfonso I (1505), fino alla scomparsa di quest’ultimo (1534). Committente raffinato e di grandi ambizioni, Alfonso I d’Este fu capace di rinnovare gli spazi privati della corte come quelli pubblici della città.

Con il tramonto della generazione di Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, Ferrara si confronta con la difficile sfida di un ricambio artistico di alto livello. All’inizio del nuovo secolo si sviluppa una nuova scuola, più aperta agli scambi con altri centri, che ha come protagonisti quattro maestri: Ludovico Mazzolino, pittore dall’estro bizzarro che orienta il suo linguaggio in senso anticlassico; Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano, caratterizzato invece da un naturalismo convinto e sincero; Benvenuto Tisi detto Garofalo, il principale interprete locale della maniera di Raffaello, e Giovanni Luteri detto Dosso, che sviluppa uno stile originale, colto e divertito, influenzato tanto da Giorgione e Tiziano quanto dalla Roma di Michelangelo.

La mostra – agli sgoccioli, si concluderà infatti il 16 febbraio – conduce il visitatore attraverso una stagione incredibilmente ricca, dove l’antico e il moderno, il sacro e il profano, la storia e la fiaba si fondono in un mondo figurativo che può definirsi, in una parola, ferrarese.

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