Cronaca
6 Febbraio 2025
Un uomo di 58 anni è a processo per violenza sessuale aggravata su un bambino di 9 anni. Per la difesa però si sarebbe trattata di un'errata interpretazione di un momento di gioco tra i due

Bacio in bocca al figlio di amici. “Stava giocando a fare il cane”

di Davide Soattin | 2 min

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Durante un pranzo tra amici, mentre stava giocando con lui, avrebbe baciato in bocca e leccato il collo a un bambino di appena 9 anni, figlio della famiglia che quel giorno d’estate lo stava ospitando.

È quello che oggi viene contestato a un uomo di nazionalità italiana di 58 anni, finito a processo con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata su minore.

I fatti risalgono all’agosto del 2021 e sarebbero avvenuti in provincia di Ferrara, durante un momento conviviale – come tanti già ce n’erano stati – tra una decina di adulti.

Un bacio e alcuni leccamenti che l’uomo, secondo il capo di imputazione, avrebbe dato con movimenti insidiosi e repentini che non avrebbero lasciato scampo al bimbo.

A denunciare l’accaduto ai carabinieri era stata la madre della presunta vittima, facendo così immediatamente partire le procedure previste dal Codice Rosso.

Per la difesa dell’uomo però, quanto accaduto in quegli istanti, non si sarebbe trattato altro che di “una errata interpretazioneda parte della madre del piccolo.

Secondo la ricostruzione che fanno gli avvocati dell’imputato infatti, giocando a fare il cane, il 58enne avrebbe iniziato a leccare il bambino, finendo per toccargli la bocca mentre quest’ultimo si divincolava.

La difesa fa inoltre notare che l’episodio sarebbe avvenuto all’interno di una stanza in cui c’erano quattro donne adulte, tra cui proprio la madre del bimbo.

“Nessuno commetterebbe atti di libidine di fronte ad altri adulti” dicono su questo punto gli avvocati dell’uomo, respingendo le accuse avanzate dalla Procura di Ferrara nei confronti del loro assistito.

A tal proposito, durante l’udienza di ieri (mercoledì 5 febbraio) mattina, i legali del 58enne hanno fatto istanza di rito abbreviato condizionato all’esame di un testimone, uno dei bambini che era presente quel giorno.

Dalla sua testimonianza, infatti, potrebbero emergere nuovi dettagli fondamentali a far luce definitivamente sulla vicenda.

Il processo tornerà in aula il 16 aprile.

 

 

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