Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Uno scontro molto forte ha visto coinvolte due auto all'incrocio tra via Renazzo e via Bianchi a Renazzo tra le 16 e le 17. Una bimba di circa due anni e mezzo è rimasta ferita ed è stata elitrasportata all'ospedale Maggiore di Bologna
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
“Inaccettabile”. È con questa parola che i sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil) descrivono la decisione unilaterale di Berco di disdire il Ccia (Contratto collettivo integrativo aziendale) dal primo di marzo del 2025. E questo “nonostante la disponibilità delle sigle sindacali ad aprire una discussione sulla rinegoziazione del contratto”, una scelta unilaterale dell’azienda che “ha deciso comunque di procedere con la disdetta”. Una decisione comunicata tramite pec dopo una breve videocall.
Oltre al licenziamento di 400 operai, 158 sono quelli che hanno scelto di uscire volontariamente, e con una trattativa in cui è coinvolto anche il Ministero delle imprese e del made in Italy da riprendere, l’azienda ha sempre dichiarato di voler stralciare il contratto integrativo aziendale, un accordo che implementa il Ccnl.
“Nel mese di dicembre – raccontano i sindacati -, fino al 3 gennaio 2025, le parti si sono confrontate su un’ipotesi di nuovo contratto aziendale, trovando anche una condivisione su temi importanti come ad esempio l’orario di lavoro“. L’impressione era quella di “aver trovato la strada per arrivare ad una intesa in tempi anche relativamente brevi” e invece “il 3 gennaio, l’azienda ha comunicato la sua volontà di sospendere e non proseguire il confronto“.
Il 31 gennaio “disdice il Contratto Aziendale dichiarando che non è stato possibile trovare una condivisione su un nuovo Ccia, contraddicendo quanto fatto e discusso nelle settimane in cui si era svolto il confronto”.
“È evidente – proseguono i sindacati – che un atteggiamento del genere è irresponsabile e mina alla base qualsiasi possibilità di trovare una soluzione alla difficile crisi che sta colpendo i Lavoratori di Berco e l’azienda stessa e che avrà ripercussioni negative sull’intero territorio provinciale”.
L’azienda, secondo le sigle sindacali, “sta mettendo in atto una strategia di ricatto anche in relazione agli esuberi, chiedendo di rinunciare all’intero salario aziendale e dettando unilateralmente le condizioni per un eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali, minacciando che se il sindacato non accetta tale impostazione licenzieranno i lavoratori”.
Martedì 4 febbraio in assemblea, le OO.SS insieme alle lavoratrici e ai lavoratori decideranno come rispondere una presa di posizione che considerano “arrogante e prepotente”.
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