Attualità
31 Gennaio 2025
I dati Istat provvisori per il 2024 dicono che sono aumentati i pernottamenti in città. Fornasini: “Siamo sulla strada giusta”

Arrivano meno persone, ma è “l’anno migliore di sempre per il turismo”

di Redazione | 3 min

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Arrivano meno turisti ma il turismo viaggia con il vento in poppa a Ferrara. I dati Istat provvisori per il 2024 dicono che l’anno appena passato “si conferma come l’anno migliore di sempre per il turismo a Ferrara”.

Lo afferma una nota del Comune, che parla di “un nuovo record assoluto di 499.695 pernottamenti. Un risultato che batte il primato precedente del 2019, quando i pernottamenti si fermarono a 479.111”.

La Camera di Commercio ha dati leggermente diversi e parla di 483.204 (qui la tabella), ma la sostanza cambia di poco.

Ferrara capoluogo sui pernottamenti cresce più della media regionale, che si attesta a +3,6% sul 2023 e +0,5% sul 2019.

La città estense si distingue per questo dato anche rispetto a gran parte delle città emiliano-romagnole, superando Ravenna, Rimini, Parma e Reggio Emilia e rimanendo seconda solo a Bologna (+10,3) e Modena (5,7).

Dal Municipio arriva anche un altro dato: l’aumento della permanenza media nelle strutture ricettive, che passa da 1,86 notti nel 2019 a 2,07 nel 2024.

I dati attuali sono provvisori e potrebbero ulteriormente aumentare, avvicinandosi alla soglia del mezzo milione di pernottamenti.

“È noto, infatti – si legge nella nota di Ferrara Rinasce, il progetto della giunta Fabbri per fa conoscere le azioni positive dell’amministrazione -, che in passato alcune strutture ricettive non abbiano comunicato correttamente i propri dati, penalizzando Ferrara e offrendo pretesti per strumentalizzazioni politiche da parte del Partito Democratico”.

“Questi numeri certificano il grande lavoro fatto in questi anni per rilanciare Ferrara come destinazione turistica di primo livello”, afferma il sindaco Alan Fabbri –. “Abbiamo puntato sulla valorizzazione del nostro patrimonio, sulla cultura, sui grandi eventi e su un’offerta variegata che attira visitatori in ogni stagione”.

“Abbiamo lavorato per destagionalizzare i flussi, per ampliare l’offerta e per rendere Ferrara sempre più attrattiva, e i numeri ci danno ragione – sottolinea l’assessore al Turismo Matteo Fornasini -. Siamo sulla strada giusta e continueremo a lavorare per migliorare ancora, con l’obiettivo di consolidare Ferrara tra le principali destinazioni turistiche italiane”.

Ma come è possibile che cresca il settore se cala la materia prima, cioè i turisti?

Per provare a rispondere partiamo dai turisti, cioè dagli arrivi in città. Quelli italiani sono stati 165.141, vale a dire -2,9 rispetto al 2023 e -6,3 rispetto all’anno pre-pandemia, il 2019. Quelli stranieri sono stati 75.895, con un notevolissimo +22,4 sul 2023 ma con -5,6 sul 2019. Il totale vede 241.036 persone ad arrivare in città, cioè +3,8% rispetto all’anno precedente e -6,1 rispetto a cinque anni prima.

Quanto ai pernottamenti, ossia quante notti parte di questi turisti (o comunque persone arrivate a Ferrara per lavoro, convegni ecc.) ha dormito in una delle strutture ricettive del capoluogo, quelli italiani sono stati 340.048 (+5,2 sul 2023 e +5,7 anche sul 2019) e quelli stranieri 159.647 (+16,5 e +1,4), per un totale di 499.695 pernottamenti (+8,5 e +4,3).

In estrema sintesi: vengono meno turisti, ma si registrano più notti passate a Ferrara. Questo, secondo il sindaco Alan Fabbri e l’assessore Matteo Fornasini, sarebbe il vero dato che farebbe capire che il settore sta crescendo.

C’è da sperare che abbiano ragione, anche se seguendo questo ragionamento Argenta (che vede addirittura un colossale +137,5% di pernottamenti rispetto al 2019) e Ostellato (+12) dovrebbero volare.

Su Argenta gli addetti ai lavori ci avevano spiegato che i dati dei pernottamenti erano ‘drogati’ dal cosiddetto “turismo del mattone”, dato dai lavoratori dei vari cantieri aperti con i fondi Pnrr che hanno sostato per molto tempo nel luogo di riferimento.

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