Cronaca
31 Gennaio 2025
In aula parla Vito Mauro Di Gaetano, accusato dell'omicidio del 42enne: "Non so cosa darei per portare indietro il tempo"

Big Town. “Non ero in me, non volevo uccidere Buzzi”

di Davide Soattin | 3 min

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Per la prima volta dall’inizio del processo, davanti alla Corte di Assise del tribunale di Ferrara, il 42enne Vito Mauro Di Gaetano, finito alla sbarra per la serata di sangue e follia all’interno del bar Big Town, ha chiesto di poter parlare, rompendo il silenzio sceso nell’aula B del tribunale di Ferrara.

Lo ha fatto rilasciando spontanee dichiarazioni durante l’ultima udienza, quella di giovedì 30 gennaio, quando – nell’offrire le proprie scuse – ha chiesto perdono ai familiari di Davide Buzzi, il tatuatore 42enne che lui e suo padre, il 70enne Giuseppe, hanno ucciso nel locale di via Bologna.

“La morte di Davide – ha esordito Di Gaetano con voce bassa tradita dalla commozione – mi ha distrutto, come se mi avesse fatto a pezzi. Pezzi che, giorno e notte, faccio di tutto per cercare di tenere insieme. Oggi sono consapevole della gravità delle mie azioni, ma non ero in me“.

Di Gaetano – accusato di omicidio volontario aggravato insieme a suo padre – è sembrato essere pentito per quanto accaduto nella serata del 1° settembre 2023. “Vi giuro – ha affermato – che non volevo uccidere Davide“.

Non so cosa darei per portare indietro il tempo. Per me, per i miei familiari, per quelli di Davide. Vorrei fare qualcosa per alleviare il vostro dolore e il mio” ha aggiunto, provando un senso di rimorso per la consapevolezza che ciò che è successo purtroppo non si può può cancellare.

“Ho aspettato questo momento per porgere le mie più intime scuse, perché ritengo giusto che tutti voi abbiate la possibilità di guardarmi in faccia” ha voluto sottolineare, spiegando il motivo che lo ha spinto a parlare. Per poi tornare a ribadire: “Non volevo uccidere Davide”.

Da qui la richiesta di perdono, senza volontà di strumentalizzazioni: “Prego perché un giorno possiate trovare la forza di perdonarmi. Oggi, a prescindere dall’esito di questo processo, sto già scontando la mia condanna. Lo faccio portando dentro di me, nel mio cuore, questa pena”.

L’ultimo pensiero di Di Gaetano è stato per la figlioletta orfana di Buzzi, con una promessa: “Il mio più grande dolore è sapere che la figlia di Davide crescerà senza padre. Al momento non ho disponibilità economiche ma, quando potrò lavorare, mi impegnerò per adempiere ai miei obblighi”.

Le parole di Vito Mauro Di Gaetano sono arrivate dopo quelle della madre di Davide Buzzi, che – su specifica domanda del proprio legale, l’avvocato Gian Luigi Pieraccini – aveva sottolineato che nessuno dei due imputati le aveva ancora mandato una lettera di cordoglio o di dispiacere per l’accaduto.

Un racconto sofferto quello della signora, intervallato da un persistente nodo alla gola, soprattutto quando la mente l’ha riportata a una delle ultime cene che aveva fatto insieme al figlio e al ricordo di Edoardo Bovini, figliastro di Buzzi, affettuosamente soprannominato Rufus, morto il 13 agosto 2022 dopo un malore accusato davanti al Big Town.

“Per lui, Edoardo – ha raccontato la donna – era come un figlio. Nei giorni successivi alla tragedia, Davide mi disse che se non avesse avuto una bimba, sarebbe morto il giorno seguente. Era un rapporto bellissimo, andavano in moto insieme, si compravano gli stessi vestiti e avevano continuato a frequentarsi anche quando mio figlio e la mamma di Edoardo avevano deciso di separarsi”.

L’ultimo ricordo che la donna conserva del figlio è straziante: “La sera in cui Davide è morto ero andata al pronto soccorso. Avevo chiesto ai medici di poterlo vedere per un’ultima volta, di dargli un ultimo bacio. Mi dissero di no, che era meglio me lo fossi ricordata com’era l’ultima volta che ci eravamo visti. Chiesi delle spiegazioni a riguardo e mi dissero che era perché mio figlio non aveva più un viso“.

 

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