Politica
31 Gennaio 2025
I dem: "La tenuta occupazionale e il rilancio produttivo del sito dovrebbero essere un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche ferraresi"

Petrolchimico, il Pd chiede un tavolo comunale anticrisi

di Redazione | 4 min

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Il Pd di Ferrara invita la giunta a farsi parte attiva nel rilancio produttivo del polo chimico ferrarese con particolare attenzione sulla tenuta occupazionale in un ordine del giorno che sarà discusso in uno dei prossimi consigli comunali. “La tenuta occupazionale e il rilancio produttivo del Polo chimico di Ferrara – dicono – dovrebbero essere un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche ferraresi, che devono muoversi di comune intento nei diversi livelli istituzionali dove hanno rappresentanza per evitare l’impoverimento del territorio”. I dem fanno notare che l’occupazione diretta del Petrolchimico ammonta a 1850 lavoratori a cui “si aggiungono altri 3.400 occupati nell’indotto di lavorazione e nei servizi di supporto” per un totale che supera abbondantemente le 5000 unità.

Chiedono di essere più propositivi con la Regione Emilia-Romagna e il Mimit (Ministero delle imprese e del made in Italy) “affinché si facciano garanti della tenuta occupazionale e produttiva del Polo chimico di Ferrara, dove insiste un centro di ricerca d’eccellenza strategico per lo sviluppo della chimica sostenibile in Italia e in Europa”.

Lo stesso verso “i vertici di Eni-Versalis, assieme ai sindaci di Ravenna e Mantova, per ottenere certezze sugli investimenti strutturali necessari a rilanciare in ottica sostenibile le produzioni dei rispettivi Petrolchimici e fermare la completa dismissione degli impianti cracking in Italia, fin quando non sarà predisposto e reso pienamente operativo un piano di approvvigionamento economicamente e qualitativamente sostenibile di materie prime, che favorisca la competitività delle produzioni nazionali sul mercato interno ed estero”.

Chiedono quindi che sia convocato “in tempi rapidi un tavolo comunale della chimica per analizzare l’attuale quadro economico-occupazionale del Polo chimico di Ferrara e le sue prospettive di valorizzazione” e di “sostenere tutte le iniziative che i lavoratori e le organizzazioni sindacali attueranno per tutelare i livelli occupazionali degli impianti pilota e industriali, del centro di ricerca “Giulio Natta”, delle tante realtà aziendali che gravitano attorno all’indotto del Petrolchimico con impiego di diverse maestranze (es.: facchini, meccanici, strumentisti, tecnici, elettricisti, manutentori, imprese di pulizie, etc.)”.

I consiglieri comunali del Pd ricordano l’importanza per Ferrara dei cracking di Brindisi e Priolo destinati alla dismissione entro il 2025. “La loro dismissione – specificano -, a partire dalla prossima primavera, costringerà le aziende presenti in via Marconi a rifornirsi sul mercato internazionale con maggiori incertezze sui costi e la qualità degli approvvigionamenti”.

“L’aumento dei costi di produzione – notano -, nel medio e lungo periodo, potrebbe compromettere irrimediabilmente sia l’integrazione produttiva che la sostenibilità tecnico-economica del Polo chimico di Ferrara con ricadute negative sul piano occupazionale, non solo all’interno del sito ma sull’intero indotto, che avrebbero una portata sociale drammatica in un territorio già colpito da numerose crisi aziendali”.

Eni, secondo i dem, dovrebbe “giocare un ruolo attivo nella tenuta produttiva del nostro sistema industriale e favorire lo sviluppo territoriale dell’intero Paese, anziché depotenziare la chimica di base in Italia per inseguire mere logiche di profitto privato” essendo controllata dallo Stato. Un’azienda che lavora in un comparto “strategico per l’Europa e l’Italia” con l’Unione Europea che “è il secondo produttore mondiale di prodotti chimici, con una quota pari al 15% del mercato, e l’Italia è il terzo produttore europeo”.

Ricordano infine che “il 3 dicembre 2024, in occasione del tavolo ministeriale sulla crisi della chimica italiana, l’Ing. Giuseppe Ricci (COO Industrial Transfomation ENI) ha illustrato un “piano di trasformazione” delle attività industriali di Versalis in Italia, definendo “non più competitive” le produzioni tradizionali”. Fanno dunque notare come pochi mesi prima, “nel maggio 2024, è stato sottoscritto un importante “Protocollo per la valorizzazione del polo industriale e tecnologico di Ferrara”, che a regime prevede un volume di investimenti stimato attorno ai 43 milioni di euro. La maggior parte di questi saranno concentrati su progetti di riuso delle acque industriali che ridurranno del 53% i prelievi annui dal fiume Po. Il protocollo impegna tutte le forze economiche, istituzionali, sociali della provincia ferrarese, la Regione Emilia-Romagna e i ministeri dell’Ambiente (Mase) e delle Imprese (Mimit) con l’obiettivo più generale di rilanciare la produzione industriale e l’attrattività del sito chimico in ottica di transizione energetica”.

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