Rombi d’epoca e scenari senza tempo: riparte il Valli e Nebbie
Torna Il “Valli e Nebbie”, giunto alla sua 36 esima edizione, la manifestazione di automobilismo storico che negli anni ha saputo conquistare un pubblico sempre più vasto
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Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro
Ha acquistato una pistola pur essendo in possesso di un titolo di polizia scaduto: per questo una persona residente in provincia di Ferrara è stata denunciata alla competente autorità giudiziaria dalla Polizia di Stato
L'unico - e ultimo - fotogramma di cui ha memoria è quello in cui lui impugna l'arma bianca, poi il buio. Black-out totale. Non ricorda altro, né si spiega come possa aver fatto quello di cui oggi lo accusano, il 76enne che ha colpito la moglie 71enne al torace con un coltello
Momenti di paura durante la serata di domenica 15 marzo in via Darsena, dove una studentessa ha raccontato di essere stata rapinata mentre rientrava a casa dopo una serata con alcuni amici in centro
Avrebbero loro fatto credere telefonicamente – sempre con lo stesso modus operandi – che uno dei loro cari era finito in gravi condizioni in ospedale, spesso dopo aver contratto una forma particolarmente aggressiva di Covid. E che, per salvargli la vita, avrebbero dovuto consegnare soldi o monili preziosi, necessari a pagare assistenza e cure mediche, a una figura appositamente incaricata (quasi sempre un infermiere) che, dopo essersi intascata i soldi, se la sarebbe data a gambe.
Accusate di truffa aggravata – a vario titolo – sono quattro persone di nazionalità italiana, due uomini di 23 e 50 anni e due donne di 23 e 47 anni, che – tra gennaio e marzo 2021, in città e in provincia – avrebbero approfittato di sette anziane signore che all’epoca dei fatti avevano tra gli 83 e i 94 anni, riuscendo a fare propri circa 50mila euro. Il loro piano sarebbe andato avanti per poco meno di tre mesi, fino a quando gli uomini della polizia di Stato e dei carabinieri non li hanno fermati.
Il primo fatto risale al 22 gennaio 2021 quando, insieme, due degli attuali imputati avrebbero raggirato una donna di 83 anni. Nello specifico, spacciandosi telefonicamente per la figlia, la presunta truffatrice – con tanto di voce rauca perché, a suo dire, era intubata – le avrebbe di essere stata ricoverata a Cona e che servivano 27mila euro per pagare tre iniezioni necessarie a curarla dal Covid-19. In quella circostanza, la donna avrebbe poi passato il telefono al complice che, fingendosi un professor del Sant’Anna, la invitò a procurarsi il denaro e a scendere in strada, dove avrebbe trovato un infermiere incaricato per prendere il denaro. Una volta scesa in strada, l’anziana avrebbe consegnato al finto infermiere 8mila euro in una busta e poi, dopo essersi sentita dire che la somma non era necessaria nemmeno per fare una delle tre punture, avrebbe aggiunto altri 5mila euro, capendo – solamente più tardi – di essere stata vittima di una truffa.
Una vicenda simile si ripeté il 22 febbraio, vittima una donna di 89 anni. La presunta figlia ‘fittizia’ le avrebbe chiesto 10mila euro per le cure mediche. Lei non li aveva, ma ‘rimediò’ con circa 6mila euro in monili d’oro consegnati nelle mani di chi le dissero essere il direttore dell’ospedale. Il 18 febbraio invece, a Mesola, fu il turno di una 83enne a cui venne fatto credere che la nipote fosse in pericolo di vita, sempre per il Covid. Le chiesero 20mila euro per l’assistenza sanitaria urgente, alla fine – al finto incaricato alla riscossione – ne consegnò 3.000 in monili d’oro e 200 in contanti.
La figura di un facoltoso professore capace di somministrare delle costosissime cure provenienti dagli Stati Uniti è invece, secondo l’accusa, il ‘gancio’ che fece cadere in inganno una donna di 84 anni, quarta presunta vittima della banda, a cui venne fatto credere che a essere in pericolo era la nipote. Anche in questo caso – l’episodio è del 25 febbraio e ad agire sarebbe stato solo uno degli imputati – le sarebbero riusciti a strappare 500 euro e monili d’oro che lei avrebbe direttamente consegnato nelle mani di un medico che l’attendeva sotto casa. Stessa sorte, il 1° marzo, spettò a una 93enne a cui, fantomatici dipendenti del Sant’Anna, le avrebbero raccontato che i familiari erano ricoverati poiché colpiti pesantemente dal virus. Dopo essersi presentato nella sua abitazione, uno degli imputati le avrebbe preso il portagioie che aveva attaccato al deambulatore in cui custodiva due collane, un anello nuziale e altri monili d’oro, prima di allontanarsi rapidamente.
Le ultime due presunte vittime avevano entrambe 94 anni, raggirate il 4 e 9 marzo. A una – secondo l’impianto accusatorio – avrebbero detto che il nipote stava morendo per il Covid, all’altra che a essere in fin di vita era la figlia. La prima sarebbe stata raggirata da una delle presunte truffatrici finita alla sbarra che s’intascò una busta contenente 13mila euro in contanti e 10mila euro in gioielli, soldi necessari per effettuare una puntura molto costosa, mentre a tutti e quattro gli imputati viene contestato il raggiro della seconda vittima. In quella circostanza, dopo essere riusciti a intrufolarsi nella casa di lei con l’inganno, in prima battuta si fecero consegnare 1.500 euro e poi forzarono la cassaforte in cui erano custoditi una ventina di preziosi di grandi marche.
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