Comacchio
26 Gennaio 2025
La Procura Generale di Bologna: "La vocazione altamente turistica di tutta l'area attrae gli interessi di esponenti criminali capaci di insinuarsi e 'contaminare' silenziosamente il tessuto economico legale"

‘Ndrangheta. Gli occhi sui lidi ferraresi

di Davide Soattin | 1 min

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È quanto evidenzia la Procura Generale di Bologna che accende i riflettori sulla zona del litorale adriatico che – al pari dei territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, rappresenta per la criminalità organizzata una “preziosa opportunità di investimento“.

L’avvertimento della magistratura emerge dalla relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

In particolare, la “vocazione altamente turistica di tutta l’area, infatti, attrae gli interessi di esponenti criminali capaci di insinuarsi e ‘contaminare’ silenziosamente il tessuto economico legale, attraverso prevalentemente l’acquisizione di esercizi commerciali e strutture ricettive” specifica la Procura.

Secondo i magistrati felsinei, l’attuale scenario è dovuto al ruolo di “testa di ponte” ricoperto dai numerosi soggetti provenienti dal Sud Italia e immigrati da tempo in Emilia Romagna che, mantenendo ben saldi i legami con le terre di
origine, si sono progressivamente trasformati in veri e propri punti di riferimento criminali.

“Questi ultimi – conclude la Procura Generale nella propria analisi – hanno trovato terreno fertile nell’operoso tessuto imprenditoriale emiliano” finendo per radicarsi e diventare “il collante tra le esigenze dei profitti illeciti della criminalità e il costante fabbisogno di risorse da parte di imprenditori/professionisti locali”.

 

 

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