Alcune precisazioni in merito agli inquinati Pfas arrivano anche dall’Ausl di Ferrara che innanzitutto premette: “Nell’ambito delle acque destinate al consumo umano, i Pfas non erano compresi tra i parametri da sottoporre a controllo, ai sensi del Decreto Legislativo n. 31/2001 (in vigore fino a marzo 2023) e non era previsto un valore limite per queste sostanze. I Pfas sono stati introdotti nell’elenco delle sostanze da ricercare nella Direttiva (Ue) 2020/2184 del Parlamento Europeo e del Consiglio entrata in vigore il 12 gennaio 2021 e nel successivo recepimento il Dlgs 18/2023. Sia la Direttiva Ue n.2020/2184 che il D.Lgs.n.18/2023, prevedono l’applicazione dei limiti di parametro a partire dal 2026 (Art. 24 Dlgs 18/2023)”.
Alcune di queste precisazioni sono anticipate anche nell’indagine “Acque Senza Veleni” di Greenpeace da cui tutto è scaturito.
“Pur non essendo recepita ancora la Direttiva a livello nazionale – fa notare Ausl Ferrara -, in Regione Emilia-Romagna, già a partire dal secondo semestre 2021, si è deciso di procedere a un primo programma di monitoraggio, effettuando alcuni campionamenti nell’acqua di rete per gli acquedotti che servono il maggior numero di abitanti. Il monitoraggio è proseguito negli anni successivi e, per la scelta dei punti di campionamento sono stati privilegiati punti della rete di distribuzione acquedottistica”.
Per “una visione più completa della filiera idropotabile sono stati acquisiti anche i dati sui controlli eseguiti da Arpae nelle reti di monitoraggio ambientali per i soli corpi idrici che hanno anche la destinazione ad uso potabile”. Così “il Laboratorio Multisito Arpae di Ferrara, che esegue le attività analitiche, ha progressivamente affinato la metodologia di ricerca dei Pfas prevedendo, all’uscita del Dlgs 18/2023 la ricerca dell’intero set di sostanze previste al p.to 3 parte B dell’allegato del Decreto”.
“In tutti gli 84 campioni prelevati dalle Ausl – precisano -, il valore di parametro di Somma di Pfas prescritto per le acque destinate al consumo umano non è mai stato superato in tutti i campioni analizzati. Anche per il 2025 si procederà al monitoraggio da parte delle Ausl nei punti di rete di distribuzione degli acquedotti”.
A Ferrara, entrando nello specifino, “sono stati effettuati nel corso del 2024, e saranno ripetuti nel 2025, prelievi sulla rete di distribuzione dei 4 acquedotti provinciali che servono oltre 5.000 abitanti e tutti i campioni analizzati dal laboratorio Arpae, sezione di Ferrara, hanno evidenziato valori inferiori ai limiti stabiliti dall’attuale D. Lgs n. 18 del 2023. Non si registra quindi motivo di allarme sulla potabilità dell’acqua”.
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