Politica
24 Gennaio 2025
Il consigliere dopo le indagini di Greenpeace: "È intenzione del Sindaco, in quanto massima autorità sanitaria, porre a Governo e Parlamento l’urgenza di un divieto di produzione di tali molecole?"

Inquinanti Pfas. Fiorentini interpella la giunta

di Redazione | 2 min

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“Le analisi delle acque potabili da parte del gestore prevedano la rilevazione anche di questi inquinanti (Pfas, ndr), e in caso positivo in che misura sono ritrovati? È intenzione dell’Amministrazione e del Gestore, anche in vista dell’entrata in vigore della citata direttiva europea, avviare in collaborazione con l’Università di Ferrara uno studio rispetto alle possibilità di intervento – se esistono – in sede di impianti di potabilizzazioni per limitarne la presenza? È intenzione del Sindaco, in quanto massima autorità sanitaria, porre a Governo e Parlamento l’urgenza di un divieto di produzione di tali molecole?”

Il giorno dopo la pubblicazione del report di Greenpeace “Acque senza veleni”, il consigliere comunale eletto con la civica Anselmo Sindaco Leonardo Fiorentini interroga la giunta ponendo queste domande.

Nell’interpellanza presentata nota che “Greenpeace ha recentemente reso noto il rapporto finale di un’indagine indipendente secondo la quale ha prelevato 260 campioni in 235 comuni italiani” e che le “analisi, condotte da un laboratorio indipendente e certificato, hanno determinato la presenza di 58 molecole Pfas”.

Inquinanti che, in seguito alle analisi, risultano presenti anche nell’acqua potabile di Ferrara che “risulta il secondo comune in Italia per presenza di Tfa (375,5 nanogrammi per litro) mentre è il secondo in regione per somma di Pfas (43,3), sesto in regione per valori massimi di Pfoa (4,4) e quinto in regione per valori massimi di Pfos (2)”.

Fiorentini nota, riprendendo il report dell’associazione ambientalista, come “le evidenze scientifiche hanno dimostrato la cancerogenicità di alcune di queste molecole, come il Pfoa, mentre la ricerca sta esplorando ancora le conseguenze dell’estrema diffusione nell’ambiente del Tfa”. “Oggi – inoltre – non esiste una regolamentazione rispetto alla presenza di tali sostanze, anche se nel 2026 entrerà in vigore in Italia la direttiva europea 2020/2184 che impone dei limiti normativi, ritenuti comunque inadeguati rispetto alle più recenti evidenze scientifiche”.

“Gli stessi sistemi di filtraggio e potabilizzazione – prosegue – poco o nulla possono nei confronti di molecole non biodegradabili e persistenti come le Pfas” dunque risulterebbe necessaria “una normativa che blocchi al più presto alla fonte la produzione di questi contaminanti”.

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