Fiscaglia
21 Gennaio 2025
I carabinieri hanno arrestato il 35enne albanese Klisman Haskasa, espulso dall'Italia nel 2022. Nel 2015 fece parte del gruppo che mise a segno furti alle slot machine dei bar tra le province di Ferrara e Rovigo

Altri guai per l’ex membro della banda dei videopoker

di Davide Soattin | 2 min

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Migliaro. Espulso dall’Italia nel 2022 e rimpatriato in Albania, con un provvedimento che ne impediva il rientro nel territorio nazionale prima di cinque anni, è stato sorpreso – durante un controllo – dai carabinieri nelle vicinanze della stazione di Migliarino, finendo nuovamente in arresto.

A finire in manette, sabato (18 gennaio) scorso, è stato il 35enne albanese Klisman Haskasa, già noto alle cronache locali perché nell’aprile 2015 era stato accusato di far parte della banda dei videopoker, attiva – tra le province di Ferrara e Rovigo – con numerosi furti in bar e locali.

L’uomo era stato l’ultimo dei sei componenti della banda a essere arrestato. I militari del 112 lo catturarono a Cascina, in provincia di Pisa, a marzo 2016, un mese dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che fu emessa dalla Procura di Ferrara.

Haskasa, sapendo di essere ricercato, durante i precedenti controlli, era riuscito a nascondere la propria identità, dando documenti falsi fino a quando però non lo hanno fermato.

Per quella vicenda aveva patteggiato 1 anno e 8 mesi di pena.

I guai però per lui non sono finiti e, trovandolo in un posto in cui per la giustizia italiana non poteva stare, sabato scorso, i carabinieri lo hanno dichiarato in arresto per la specifica violazione penale prevista dal testo unico normativo sull’immigrazione e su disposizione del pm di turno lo hanno messo agli arresti domiciliari.

Durante l’udienza di lunedì (20 gennaio) pomeriggio, in tribunale a Ferrara, il giudice ne ha convalidato l’arresto e rinviato l’udienza al 10 marzo.

A difenderlo è l’avvocato Alessandro D’Agostino, che ha richiamato l’articolo 17 del testo unico normativo sull’immigrazione, quello che fornisce la possibilità alla persona espulsa di rientrare sul territorio nazionale per prendere parte a un procedimento penale che la riguarda o come persona offesa o imputato: “Confidiamo che il giudice capisca la particolare situazione. Il ragazzo era rientrato in Italia in attesa della fissazione, che riteniamo essere imminente, dell’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Bologna ai fini della concessione di misure alternative alla detenzione con riferimento a un procedimento penale passato in giudicato. A suo favore c’è anche da dire che non ha minimamente tentato la fuga. Anzi, è stato molto collaborativo con i carabinieri”.

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