Nella giornata di ieri è stata formalizzata la determina di Arpae Ferrara con la quale si procede ad autorizzare la realizzazione e l’esercizio dell’impianto di biometano a Gaibanella richiesti dall’azienda BioFe srl.
Riteniamo che tale decisione sia molto grave, nel senso che non tiene conto delle questioni sollevate dai cittadini di Gaibanella, e, soprattutto, che il processo che l’ha determinata sia semplicemente scandaloso. Infatti, il consiglio comunale di Ferrara aveva votato all’unanimità il 2 dicembre scorso il diniego al rilascio a costruire in deroga al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), ma precedentemente, il 15 novembre, il Settore Governo del territorio del Comune di Ferrara aveva espresso un parere urbanistico-edilizio in modo favorevole e condizionato. Alla fine, il rappresentante del Comune, nell’ultima riunione della Conferenza dei Servizi, si è dichiarato complessivamente favorevole, seppure con prescrizioni, sugli aspetti tecnici del progetto. Siamo in presenza di due fatti assolutamente sconcertanti: il primo è che l’Amministrazione Comunale contraddice l’espressione del Consiglio Comunale, continuando con una prassi da “gioco delle tre carte”, come abbiamo già visto per la vicenda dell’impianto di Villanova, per cui, da una parte, l’Amministrazione esprime la propria contrarietà al permesso a costruire ma, dall’altra, si appoggia al pronunciamento dei “tecnici” per modificare la propria posizione. La seconda sta appunto nel fatto che ci si trincera dietro i pareri “tecnici” per dare nella sostanza il via libero al progetto. Sorge dunque spontanea la domanda: se è così, allora che ci stanno a fare non solo le osservazioni dei cittadini, ma anche il ruolo del Consiglio comunale? Se la rappresentanza politica, in primis la Giunta comunale e anche il Consiglio comunale, non hanno voce in capitolo, allora tanto vale dire che il governo della città sia in mano ai tecnici, con quello che ne consegue dal punto di vista dell’esercizio democratico. Va poi aggiunto che anche ARPAE si muove nella stessa logica, svolgendo un ruolo pressochè notarile, limitandosi a registrare i pareri “tecnici” dei vari soggetti che compongono la Conferenza dei Servizi, senza approfondire le valutazioni da essi espressi, e senza tener conto della vicinanza e della proliferazione degli impianti e del
loro effetto moltiplicativo sulle problematiche del traffico, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. In particolare, non vediamo nella determina di ARPAE– e anche ciò ci lascia interdetti- alcun riferimento al fatto che, sempre a Gaibanella, è presente l’impianto biogas della ditta Valgrande, per il quale inoltre è stata presentata al Comune di Ferrara la richiesta di riconversione a biometano, che si trova a 170 metri dall’impianto autorizzato ieri all’azienda BioFe,
Insomma, siamo di fronte all’ennesimo pasticcio e ad una decisione negativa per le persone interessate, che non possono che vedere un nostro giudizio fortemente critico da parte nostra. Ma, volendo, si può provare a rimediare: se l’Amministrazione Comunale è convinta della delibera proposta e approvata dal Consiglio comunale e non intende semplicemente scaricare su Arpae la responsabilità di questa decisione, allora faccia ricorso al Tar rispetto alla stessa. Apprendiamo dalla voce del sindaco Fabbri che questa sarebbe l’intenzione dell’Amministrazione comunale: questo passo va bene, anche se ci chiediamo perché non si è proceduto allo stesso modo per la vicenda di Villanova.
Coordinamento provinciale comitati No biogas/biometano
Rete per la Giustizia Climatica
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