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Già ospite più volte di Ferrara Musica, tra i più celebri pianisti italiani del panorama internazionale, Andrea Lucchesini torna al Teatro Comunale “Claudio Abbado” per il concerto in programma oggi martedì 14 gennaio, con inizio alle 20.30. Pianista, didatta, organizzatore culturale, Andrea Lucchesini vanta un’importante carriera internazionale (che gli è valsa il Premio Accademia Chigiana e il Premio Abbiati), alimentata da vasti interessi che includono sia l’ambito solistico sia cameristico, sia il repertorio classico sia la musica contemporanea.
Il recital ferrarese riflette proprio queste passioni e accosta la Sonata in si minore di Liszt e i 24 Preludi op. 28 di Chopin a pagine di Luciano Berio, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Con il compositore ligure, tra le figure più importanti della musica del Novecento, Lucchesini ha collaborato in diverse occasioni: “Berio – ha dichiarato – ha attraversato il secolo scorso come un abitante del terzo millennio, nutrendo la sua genialità con un’amplissima cultura, solide radici “artigiane” ed un’inesauribile curiosità intellettuale ed umana: nella storia della musica occidentale e della cultura occupa un posto di assoluto rilievo”.
Formatosi alla scuola pianistica di Maria Tipo, Andrea Lucchesini si è imposto sulla scena internazionale già in giovane età con la vittoria del prestigioso Concorso Internazionale “Dino Ciani” al Teatro alla Scala di Milano. Da allora, la sua carriera lo ha portato a esibirsi nelle più importanti sale da concerto del mondo, collaborando con orchestre di fama mondiale e direttori di altissimo profilo. Il pianista toscano è rinomato per l’estrema cura del suono, la solidità strutturale delle sue interpretazioni e una naturale capacità comunicativa che cattura il pubblico. Il suo repertorio, ampio e variegato, spazia dai capolavori del classicismo alle opere contemporanee.
In apertura di serata Lucchesini eseguirà i Six Encores di Berio, sei brevi pezzi, scritti tra il 1965 e il 1990, e raccolti sotto questo titolo che ne evidenzia la forma aforistica; quattro di essi sono dedicati agli elementi (acqua, terra, aria, fuoco: Wasserklavier, Erdenklavier, Luftklavier e Feuerklavier; completano il ciclo Brin e Leaf). Esplorazione delle possibilità timbriche del pianoforte, sonorità impalpabili ed estro virtuosistico convivono nella caleidoscopica scrittura.
Si prosegue con la Sonata in si minore R. 21 di Franz Liszt. Scritta a Weimar nel 1852-53, fu dedicata a Schumann. L’ambizioso scopo di superare gli schemi della tradizione si concretizza in una composizione che si presenta come un unico, grande movimento musicale dove le prerogative di coesione e organicità si fondono con quelle di una tessitura visionaria e affabulatoria. Troppo innovativa per quei tempi non venne accolta benevolmente, e fu eseguita per la prima volta, a Berlino, per merito di Hans von Bülow, marito di sua figlia Cosima.
Penultimo brano in programma, la Sequenza IV di Berio (1965/66) considera la storia e i connotati sociali e culturali del pianoforte, ed evidenzia il rapporto tra l’esecutore e la tastiera, richiedendo spesso all’interprete una teatralizzazione della performance. Ampio e sistematico è l’uso del pedale tonale, con il quale si individua un particolare tipo di polifonia, dando vita ad un discorso secondario, dallo sviluppo più lento, che resta sempre sullo sfondo, come un fantasma.
Il concerto si chiude con il ciclo dei 24 Preludi op. 28 di Chopin, piccoli schizzi musicali dal carattere assai variegato (alcuni brillanti e gioiosi, altri lirici e melanconici), uno per ciascuna tonalità maggiore e minore. Il musicista polacco li scrisse tra il 1835 e il 1839, la maggior parte durante il suo soggiorno a Maiorca. La raccolta fu poi data alle stampe nel 1839, al rientro nella capitale francese.
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