Attualità
9 Gennaio 2025
Violazioni contrattuali e carenza di personale: i sindacati criticano il management dell’Ospedale S. Anna e dell’Asl di Ferrara. Ma la Direzione Aziendale respinge le accuse: "Dichiarazioni false, gravi e pretestuose"

Sanità ferrarese in agitazione: proclamato lo stato di crisi dai medici dirigenti

di Redazione | 4 min

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Le principali organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna e dell’Asl di Ferrara hanno proclamato lo stato di agitazione a partire dall’8 gennaio. La protesta, sostenuta da sei sigle su sette e rappresentante l’88,7% delle deleghe sindacali, denuncia una situazione, descritta come insostenibile, che colpisce sia i professionisti sanitari che il servizio ai cittadini.

Al centro della mobilitazione vi sarebbe “la sistematica violazione dell’articolo 4, comma 1, del Ccnl”, che dovrebbe garantire un confronto aziendale basato su dialogo costruttivo e trasparenza. I sindacati lamentano invece l’assenza di un piano assunzioni concordato per il 2024, nonostante ripetute richieste e un tentativo fallito di conciliazione con la Direzione Generale, avvenuto davanti al Prefetto di Ferrara nel novembre 2023.

I rappresentanti sindacali denunciano il mancato rispetto degli impegni assunti e condizioni di lavoro insostenibili con straordinari che sarebbero utilizzati come strumento ordinario di gestione del lavoro, migliaia di ore di ferie accumulate e carichi di lavoro insopportabili. Tra straordinari, ferie non godute, guardie e reperibilità – riferiscono i sindacati – le condizioni lavorative stanno incidendo gravemente sulla vita familiare e sociale dei professionisti.

I sindacati chiedono quindi assunzioni immediate e inderogabili per rispettare le norme vigenti e garantire condizioni di lavoro dignitose, oltre allo stop agli accorpamenti e alle unificazioni “non giustificati da esigenze di miglioramento del servizio, adottati solo per risparmiare”, ma anche l’applicazione corretta del Ccnl e il rispetto degli impegni presi dalla Direzione Generale.

“Le condizioni attuali sono il risultato di una gestione orientata esclusivamente al risparmio economico, senza alcuna attenzione alla qualità del servizio e alla dignità del personale”, dichiarano i rappresentanti sindacali. La mobilitazione potrebbe sfociare in ulteriori azioni legali e sindacali se non i sindacati non otterranno risposte concrete.

Accuse, quelle dei sindacati, rigettate con decisione dalla Direzione delle due Aziende sanitarie ferraresi, a partire dall’affermazione secondo la quale “l’attuale management” avrebbe “messo in essere” azioni “contrarie alle leggi e alle norme contrattuali vigenti”, affermazione che “non trova alcun riscontro nelle modalità con le quali l’Azienda intrattiene le relazioni sindacali e viene dunque respinta poiché grave e inappropriata”. “L’Azienda infatti – sottolinea la Direzione Aziendale – non si è mai in alcun modo sottratta al dialogo con le organizzazioni sindacali nelle forme previste dalle normative. Lo dimostra il numero degli incontri effettuati, delle informative fornite, dei riscontri alle singole istanze sindacali e degli accordi sottoscritti a beneficio dei professionisti dipendenti delle aziende sanitarie”.

I sindacati, infatti, erano stati convocati proprio l’8 gennaio a incontri organizzati al fine di proseguire l’analisi della situazione degli organici e per confrontarsi su alcune tematiche oggetto di specifiche istanze delle sigle sindacali in stato di agitazione. “Tali sigle però – riferisce la Direzione – non si sono presentate, certamente in relazione allo stato di agitazione stesso, ma senza nemmeno una preventiva comunicazione di mancata partecipazione, sia per il Tavolo Ausl sia per il Tavolo di Azienda ospedaliero universitaria (era presente la Cgil Medici)”.

Sarebbe inoltre “falso che le operazioni di riorganizzazione che si stanno valutando per le due Aziende siano finalizzate a non assumere personale, come testimoniato dal fatto che da anni si sta procedendo con tutte le forme possibili di reclutamento di personale”. Chiedere “assunzioni immediate” sarebbe dunque pretestuoso “ben conoscendo la difficoltà che tutte le Aziende sanitarie stanno incontrando nell’assunzione di alcune figure professionali”.

Sul fronte delle carriere e della valorizzazione del personale, l’Azienda ricorda che si sta procedendo a concretizzare gli accordi sindacali intercorsi, nei tempi compatibili con i necessari iter e nell’ambito di un quadro di risorse dato. “Basti pensare, a titolo di esempio – conclude la Direzione Aziendale – che solo per l’Azienda ospedaliero universitaria, da metà 2022 vi è stata l’attribuzione di 10 incarichi di direzione di unità operativa complessa, cui si aggiungono 7 incarichi universitari o a conduzione universitaria e ulteriori 7 che sono in via di espletamento per un totale di 24 in 30 mesi. Aggiungendo anche le strutture complesse coperte in Azienda Usl dal 2021 a oggi, nell’ambito della definizione di un assetto provinciale integrato, si arriva ad un totale complessivo di 75 incarichi di struttura complessa attribuiti o in via di attribuzione da parte di questa Direzione, a livello provinciale in 48 mesi, vale a dire uno ogni 19 giorni. Cui si aggiungono diversi accordi sindacali firmati nei mesi scorsi e in corso di esecuzione sulle figure intermedie“.

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