Spal
10 Gennaio 2025
Storicamente le trasferte in terra toscana sono insidiose, sia in campo sia sugli spalti. Un excursus su alcune "esperienze" dei tifosi spallini in quel di Lucca, in vista della gara di stasera

Lucca, trasferta di lungo corso

di Redazione | 5 min

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di Daniele Vecchi

Next stop: Stadio Porta Elisa di Lucca.

Ovviamente le rivalità sono tutte sentite, con poche o nessuna eccezione. Con le squadre venete, con le squadre emiliano romagnole, e anche con qualche “squadrone”, ma la Toscana…

Il 10 febbraio 2020 Leonardo Semplici fu esonerato dopo la sconfitta interna contro il Sassuolo, al suo posto arrivò Luigi Di Biagio (e poi arrivarono Marino, Rastelli, Clotet, Venturato, De Rossi, Oddo, Di Carlo, Colucci, Dossena), in un susseguirsi di accadimenti che ci hanno portati a dove siamo ora.

Quella sera Semplici, con grande eleganza e signorilità, venne in sede Curva Ovest a salutare tutti i tifosi e a ringraziare per il continuo e incessante supporto. Tra lacrime di commozione, cori e applausi infiniti, uno dei “vecchi” della Curva, in quel momento di fianco a chi scrive, disse, visibilmente commosso: ” dai Pedro, partiamo con il coro RAZZA! TOSCANA! FIGLI…, così per sdrammatizzare il momento!” con chiaro riferimento ai natali toscani del nostro Mister.

Sorridemmo entrambi ma ovviamente il coro non partì, anche se in effetti sarebbe stata una buona idea, appunto per alleggerire quel pathos negativo che sapevamo stava per prenderci e inglobarci in un vortice color marrone che non ci avrebbe più abbandonato, almeno fino a questo momento.

Questo lungo preambolo semplicemente per dire quanto siano radicate le rivalità spalline con le squadre di terra toscana.

I tifosi della Spal nella loro storia hanno macinato milioni di chilometri di trasferte in tutta Italia dagli anni settanta ad oggi, ma le trasferte in terra di Toscana sono sempre state tra le più problematiche e turbolente.

Non possiamo esimerci dal ricordare che negli anni settanta Ferrara è stata letteralmente invasa da migliaia e migliaia di tifosi toscani in due occasioni, una da parte dei tifosi della Pistoiese, con la Gradinata e la Curva Est stipate solo da tifosi arancione, e appunto dai tifosi della Lucchese il 12 marzo 1978, con 7000 tifosi rossoneri in città a supportare la propria squadra seconda in classifica, dietro proprio alla capolista Spal. La gara terminò 2-2, con i toscani in vantaggio 2-0 nel primo tempo, raggiunti nella ripresa da una ribattuta su rigore di Tiziano Manfrin al 63′, e dal pesantissimo gol di Costantino “Furia” Idini all’83’, rete che sancì il definitivo lancio dei biancazzurri di Mario Caciagli verso la Serie B, che la Spal conquistò con ben 11 punti di vantaggio su Lucchese, Parma e Reggiana.

Ma come detto, il piatto forte erano le trasferte, in Toscana.

Certo, furono epiche le sfide con il Prato, con quello stadio attaccato alla stazione, quelle tribune metalliche sbilenche, e quelle reti così facilmente scavalcabili, ma il “turning point” delle trasferte toscane fu senza dubbio quella contro la Lucchese, l’1 febbraio 1987.

In quel di Lucca la Spal di Ferruccio Mazzola, seguita dai “non più di 70 e un solo striscione (Gruppo d’Azione)”, venne sconfitta 2-0, a corollario di un lungo calvario per i 69 ferraresi che raggiunsero il Porta Elisa in quel freddo febbraio. Era un gruppo compatto quello, che si è trovato ad affrontare situazioni e vicissitudini estremamente problematiche, quando ancora settore ospiti, scorte massive e percorsi obbligati non esistevano. La furia dei lucchesi cercò di abbattersi su di loro svariate volte durante quella giornata, ma quel gruppo resistette a tutto e a tutti, persino a un vile massivo lancio di biglie di ferro con fionde dalle mura della città toscana, alimentando, semmai ce ne fosse ancora bisogno, le già ben consolidate frizioni tra i tifosi spallini e i tifosi lucchesi.

L’anno successivo, il 15 maggio 1988, il risultato fu il medesimo dell’anno precedente sempre 2-0 in favore dei rossoneri, ma invece che 69 gli spallini in quel caldo maggio si presentarono in 600, a ricordare al popolo lucchese, lungo tutto l’arco della giornata, il coro citato all’inizio (quello proposto per salutare goliardicamente Mister Semplici). Superfluo ricordare che in quell’occasione i tifosi rossoneri furono molto meno baldanzosi di quindici mesi prima, nei confronti dei tifosi ospiti arrivati da Ferrara.

Di trasferte a Lucca ve ne sono state diverse altre, ma quella che forse fotografa al meglio la sifda tra rossoneri e biancazzurri, nonchè quella che forse più rimase nella mente dei tifosi spallini fu quella dell’11 maggio 2003, dove sempre in Serie C1 una Spal ormai rassegnata ai Playout si trovò sotto 0-1 al Porta Elisa dal 76′ con la rete rossonera di Carruezzo. Al 93′ però, l’attuale direttore sportivo dell’Olbia Tomaso Tatti, subentrato ad Artico, segnò un gran gol proprio sotto il settore occupato da qualche decina di irriducibili tifosi spallini, decretando la salvezza della Spal e condannando la Lucchese alla roulette dei playout, dalla quale peraltro uscì indenne, sconfiggendo l’Alzano Virescit e rimanendo a sua volta in Serie C1.

Tutto questo per dire che le trasferte in terra toscana sono e saranno sempre insidiose, sia sul campo sia fuori, e che la gara di stasera si preannuncia se possibile ancor più insidiosa, perché siamo già nel Girone di ritorno, perché la classifica parla chiaro (Spal a quota 20, Lucchese a 19, entrambe ai Playout al momento), e soprattutto perché nonostante la zampata dell’Eterno Lupo di Roccavivara domenica scorsa, non pare esservi particolare “room for improvement”, spazio per miglioramenti, in questa squadra, al netto della sessione di mercato in corso.

Una cosa è certa.

I ragazzi della Curva Ovest saranno presenti, sempre al fianco della Spal, come quell’1 febbraio 1987, quel 15 maggio 1988 e quell’11 maggio 2003, sempre immensamente e indelebilmente ricchi di ardore e trasporto verso i colori biancazzurri, simbolo della nostra città.

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