Cronaca
22 Dicembre 2024
La Procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per il 28enne e il 21enne accusati di aver rapito un ragazzino usato come scambio per poter chiedere il 'riscatto' e ottenere i soldi che avevano speso inutilmente a seguito di una truffa online

Sequestrarono un 12enne per vendetta. “Processateli”

di Davide Soattin | 3 min

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La Procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per il 28enne e il 21enne che, a ottobre dello scorso anno, erano stati fermati e arrestati dai carabinieri per aver rapito un ragazzino di appena 12 anni, usato come scambio per poter chiedere ilriscatto‘ e ottenere i soldi che avevano speso inutilmente a seguito di una truffa online.

L’incredibile vicenda aveva avuto inizio in un luogo virtuale. Tutto era nato, infatti, da una truffa online perpetrata – secondo la difesa dei due ‘rapitori’ – dal fratello maggiore del ragazzino che era stato sequestrato, un giovane di 15 anni che aveva messo in vendita su un sito di e-commerce uno smartphone al prezzo di 650 euro.

In quella circostanza, dopo averlo contattato e avergli inviato il denaro richiesto, il 28enne scoprì successivamente che il telefonino era un falso. Il presunto truffato quindi provò a ricontattare il venditore per riavere indietro i soldi, ma il suo profilo sulla piattaforma era stato bloccato immediatamente dal 15enne. Il 28enne allora, determinato a riavere il denaro speso, escogitò un piano: aprì un profilo fake con un nome diverso e contattò il minore, dimostrandosi interessato a comprare due paia di scarpe.

I due decisero così di vedersi nella serata del 19 ottobre in piazza Travaglio a Ferrara per vedere la merce e pagarla.

Il 28enne arrivò sul luogo dell’incontro con un amico ventenne ma all’appuntamento, però, il venditore non si presentò personalmente e mandò al suo posto il fratello minore, di appena dodici anni, insieme a un coetaneo con due scatole di scarpe griffate da mostrare ai potenziali acquirenti. A quel punto i ventenni, venuti appositamente da fuori provincia per riavere i propri soldi, fecero esplodere la loro rabbia. In una piazza piena di persone, il 12enne venne preso con forza e trascinato all’interno dell’automobile dei due.

Il tutto sotto agli occhi attoniti dell’amico che aveva accompagnato il 12enne sul posto e che, terrorizzato, chiamò pochi minuti dopo il 112: “Qualcuno ha preso il mio amico e se lo sta portando via“. Mentre una gazzella del Norm dei carabinieri si portò in piazza Travaglio per avviare le prime indagini, i due alla guida di un’utilitaria riuscirono ad allontanarsi con a bordo il minore. Ma non solo, chiamarono la madre del ragazzino dicendole di farsi trovare al parcheggio del supermercato di via Marconi a Vigarano Mainarda, per pagare i 650 euro che i figli dovevano loro.

La donna, terrorizzata da quanto appena appreso, rimase lucida e si presentò al comando provinciale dei carabinieri di Ferrara raccontando quanto successo.

Dopo aver tranquillizzato la donna, che nel frattempo era stata raggiunta in caserma dal marito, i militari in pochi minuti organizzarono un servizio di personale in abiti borgesi e autovetture “civetta”.  Alle 21.30 circa, sul luogo dell’incontro, si presentarono i carabinieri, che fermarono i due giovani, riaffidando il 12enne, spaventato ma incolume, alla coppia.

I due arrestati furono portati in carcere, al termine dell’interrogatorio di garanzia, furono rimessi in libertà.

Con l’anno nuovo, il fatto approderà davanti al gup del tribunale di Ferrara.

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