Cronaca
18 Dicembre 2024
Nello schianto morì il giovane calciatore Manuel Lorenzo Ntube e rimase gravemente ferito il 17enne Edoardo Azzolini. L'uomo stava viaggiando oltre il limite consentito, stava usando il telefono e dopo l'incidente era fuggito

Investì e uccise un 15enne in via Pomposa, patteggia un anno e mezzo

di Davide Soattin | 2 min

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È stato condannato a un anno e mezzo – dietro patteggiamento – il 38enne ferrarese che investì e uccise il 15enne Manuel Lorenzo Ntube, giovane promessa del Padova Calcio, mentre era in sella alla sua bicicletta, all’altezza del civico 357 lungo via Pomposa, tra Quartesana e Codrea.

La decisione del gup Andrea Migliorelli è arrivata nel primo pomeriggio di martedì 17 dicembre in tribunale a Ferrara.

Il fatto risale alla serata del 30 novembre 2022 quando, intorno alle 22, l’uomo, che era alla guida della sua automobile, una Nissan Qashqai, senza accorgersene, aveva tamponato le bici su cui stavano viaggiando il ragazzo, morto sul colpo, e un amico che si trovava insieme a lui, Edoardo Azzolini, all’epoca dei fatti 17enne, sopravvissuto al tragico schianto, dopo il trasporto in ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Cona mentre versava in gravissime condizioni.

Il conducente si presentò alla Polizia Locale solamente tre ore dopo il fatto.

Al 38enne, difeso dall’avvocato Monica Tartari, dopo gli esiti dell’autopsia, della consulenza cinematica e di quella informatica, il pm Ciro Alberto Savino – titolare del fascicolo di indagine – aveva contestato l’omicidio stradale con l’aggravante della fuga e la mancata assistenza alle persone ferite nello schianto.

Secondo l’accusa, infatti, l’autista del veicolo – che procedeva da Denore in direzione della città – stava percorrendo la Sp15 a una velocità di 85 km/h, superando di 15 km/h il limite consentito in quel tratto di strada, considerate anche le condizioni di assenza di illuminazione pubblica in quel tratto. E inoltre, tra le 21.52 e le 22 fino al momento dell’incidente, per la Procura, l’uomo aveva usato il cellulare alla guida, limitando di fatto i suoi tempi di reazione per evitare l’incidente.

L’auto aveva così investito i due ragazzini, che stavano pedalando nella sua stessa direzione di marcia, lungo il margine destro della carreggiata, sprovvisti – in quella circostanza – di indumenti retroriflettenti e di illuminazione sufficiente per essere individuati, dandosi alla fuga dopo aver causato il tragico sinistro mortale, senza prestare alcuna assistenza ai due.

Solamente dopo tre ore – come si diceva in precedenza – si sarebbe presentato al comando della polizia locale Terre Estensi ammettendo le proprie responsabilità.

Ntube morì subito, dopo che la sua bici si schiantò contro un platano mentre Azzolini venne portato in ambulanza al vicino ospedale, dove venne ricoverato nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata: la sua bici fu scagliata al centro della via Pomposa.

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