Cronaca
17 Dicembre 2024
Un anno e quattro mesi con pena sospesa per il 50enne Michele Petriccione. L'incidente avvenne il 27 settembre di un anno fa tra i caselli di Ferrara Sud e Ferrara Nord

Perse moglie e figlia nello schianto in A13. Patteggia sedici mesi

di Davide Soattin | 2 min

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Un anno e quattro mesi con pena sospesa. È quanto ha scelto di patteggiare Michele Petriccione, il 50enne finito a processo con l’accusa di omicidio stradale, a seguito dello spaventoso incidente mortale avvenuto lungo l’autostrada A13 in cui persero la vita la 49enne Maria Grazia Forgetta e la sua figlioletta Gioia di appena cinque anni.

Il tragico schianto è avvenuto il 27 settembre dello scorso anno, tra i caselli di Ferrara Nord e Ferrara Sud.

L’uomo, in quella tragica circostanza ,si trovava al volante di una Skoda diretta da Abano Terme – dove la famiglia abitava – a Caserta, quando non si sarebbe accorto del camion fermo in coda davanti all’auto su cui viaggiava con moglie e figlia e non avrebbe fatto in tempo a frenare, finendo per scontrarsi col retro del mezzo pesante.

Secondo quanto emerso dalla consulenza cinematica effettuata per ricostruire le dinamiche dello schianto, l’uomo – che viaggiava rispettando i limiti orari prescritti in quel tratto di strada – non avrebbe frenato e, di conseguenza, non avrebbe messo in atto nessuna manovra evasiva per evitare il camion che si era incolonnato davanti a loro, a seguito di un rallentamento dovuto a un altro incidente, ampiamente segnalato dagli addetti alla sicurezza e al traffico dell’autostrada.

Per il consulente, infatti, Petriccione avrebbe potuto spostarsi sulla corsia di sorpasso in condizioni di sicurezza, evitando il mezzo. Questo però purtroppo non è successo. Moglie e figlia erano morte sul colpo e a nulla era valso l’arrivo dei soccorsi, che altro non avevano potuto fare che constarne il decesso.

 

 

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