Accoglienza, ascolto, integrazione, salute pubblica, rete. Sono tanti i temi affrontati nel corso dell’incontro “Evoluzione percorsi salute migranti. Trauma migratorio, tra congruenze ed ascolto” organizzato dal Gruppo Regionale Immigrazione Salute Emilia-Romagna (Grls-ER) della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni che nel pomeriggio di martedì 10 dicembre ha riempito la sala didattica del Polo Odontoiatrico presso la Casa della Comunità Cittadella San Rocco di Ferrara.
L’Azienda Usl di Ferrara, attenta alle tematiche di equità nell’accesso ai servizi di assistenza e cura, in qualità di capofila del progetto Persone – Percorsi Emilia Romagna Salute Obiettivo Nessuno Escluso, ha ospitato questo evento formativo regionale dedicato alla salute dei migranti al fine di favorire lo scambio di esperienze tra professionisti sanitari, addetti ai lavori e volontari del mondo dell’associazionismo quali la Caritas e l’associazione Psicologia dell’Emergenza ER (Sipem-ER).
A fare gli onori di casa il dottor Franco Romagnoni, direttore del Dipartimento Cure Primarie dell’AUSL di Ferrara, che ha ringraziato il Gruppo Regionale Immigrazione Salute Emilia-Romagna per aver scelto Ferrara come sede della riunione regionale con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la collaborazione tra quanti si impegnano a vario titolo per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria degli immigrati partendo da ciò che unisce e valorizzando l’esperienza di ciascuno.
Un lavoro in rete in cui giocano un ruolo importante i Gruppi Immigrazione Salute (GrIS) – rappresentati all’incontro da Marisa Calacoci e Leonardo Mammana –, articolazione regionale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm), che si occupano di fare informazione e attivare discussioni sugli aspetti normativi specifici nazionali e locali, sulle iniziative intraprese nei servizi pubblici e nei servizi del volontariato e del privato sociale; di ‘mettere in rete’ gruppi, servizi, persone, competenze e risorse sia assistenziali sia formative; di elaborare proposte in termini politico-organizzativi e fare azione di ‘advocacy’ sulle istituzioni.
All’incontro è intervenuta la dottoressa Rosa Costantino, project manager del progetto Persone della Regione Emilia-Romagna per fare il punto sull’evoluzione dei percorsi salute migranti a livello regionale, in particolare nell’evoluzione del progetto I-Care e nella diffusione su base regionale della cartella clinica informatizzata.
In prima linea anche la professoressa Rosa Maria Gaudio, responsabile Medicina Legale Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che ha illustrato “La certificazione medico legale nell’ambito della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale: congruenze tra sintomi e narrazione”.
Ampio spazio è stato riservato alla prima esperienza “Ascolto delle persone migranti” messa in campo dalla Società Italiana della psicologia dell’emergenza ER (Sipem-ER) presso l’ambulatorio a bassa soglia della Caritas di Ferrara, presentata dalla dottoressa Anna Sozzi, psicologa e psicoterapeuta, presidente Sipem-ER e dalla dottoressa Emanuela Montanari, psicologa e volontaria Sipem-ER.
Si tratta di uno sportello di ascolto e sostegno psicologico, aperto da maggio 2024 nell’ambulatorio Caritas, che offre uno spazio di ascolto non giudicante, che di per sé è già un atto di cura, gestito dagli psicologi volontari di Sipem-ER. Gli psicologi, presenti per due giornate al mese, garantiscono colloqui, ascolto della storia migratoria, interventi focali e assessment dei bisogni, per individuare e riattivare le risorse già presenti o inviare ai servizi che possano rispondere alle necessità delle persone che vivono situazioni particolarmente complesse, secondo un approccio biopsicosociale.
Di seguito un approfondimento sulle ulteriori azioni delle Aziende Sanitarie ferraresi rivolte ai cittadini stranieri presenti sul territorio estense.
Le iniziative messe in campo dalle Aziende Sanitarie ferraresi hanno come obiettivo quello di garantire l’equità nell’accesso alle cure e la presa in carico dei cittadini stranieri, anche attraverso spazi dedicati con la presenza della mediazione culturale, come quelli consultoriali (Centro Salute Donna, Neuropsichiatria infantile) e del servizio vaccinale di Igiene Pubblica; e forniscono assistenza e cura a tutti i migranti che vivono una condizione di particolare vulnerabilità.
Le collaborazioni con Caritas e Centro Donna e Giustizia
A Ferrara sono attivi due presidi organizzativi rappresentati da una convenzione con l’associazione Caritas, per l’offerta di prestazioni di primo livello, complementare a quella istituzionale svolta dall’Azienda, tramite attivazione ambulatoriale in giorni e fasce orarie dedicate. Il percorso è condiviso anche con il Centro Donna e Giustizia per attività inerenti la presa in carico di donne vittime di violenze che necessitano di trattamenti ginecologici presso il Centro Salute Donna, oltre che copertura vaccinale presso il servizio Igiene Pubblica.
Il protocollo per i minori stranieri non accompagnati
L’Ausl di Ferrara si è distinta a livello regionale per essere stata la prima azienda sanitaria in Emilia Romagna ad aver redatto, già a settembre 2023, un “Protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età dei minori stranieri non accompagnati”. L’obiettivo è quello di individuare una modalità univoca, appropriata e multidisciplinare per l’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati nel supremo interesse del minore. Il protocollo, che viene attivato in tutti i casi in cui permangono fondati dubbi sull’età dichiarata del minore e l’età non sia accertabile diversamente, è stato presentato anche alla Prefettura che lo ha diffuso ufficialmente a tutti i gestori dei Cas.
L’ambulatorio migranti
Presso la Casa della Comunità Cittadella San Rocco è attivo un ambulatorio che prevede uno specifico percorso rivolto ai migranti nuovi giunti sul territorio e ospiti dei circuiti di accoglienza.
L’ambulatorio si avvale di un team multidisciplinare e multiprofessionale di operatori sanitari (cure primarie, igiene pubblica, medicina legale, psicologia clinica, psichiatria, infettivologia territoriale, etc).
La prevenzione e gli screening
Nell’ambito delle attività di promozione della salute, si sta cercando di attivare e implementare ove già avviati, interventi mirati quali ad esempio i programmi degli screening oncologici con il coinvolgimento delle comunità locali in collaborazione con il servizio di mediazione, oltre che interventi finalizzati a fornire utili indicazioni per una corretta nutrizione soprattutto dei bimbi e giovani donne a cura delle Pediatrie del Servizio Igiene Pubblica.
Visita medico legale per il riconoscimento della protezione internazionale
A seguito di richiesta specifica da parte dell’utente, è possibile inoltre sottoporsi a visita medico legale (in genere in accordo con i gestori dei Cas) con redazione di una certificazione conforme agli standard nazionali e internazionali, da presentare al momento dell’audizione presso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, oppure in tutte le altre casistiche previste dalla legge. La certificazione può essere d’aiuto allo scopo di affermare particolari diritti soggettivi previsti dalla legge ovvero determinare particolari conseguenze a carico dell’individuo e della società, aventi rilevanza giuridica e/o amministrativa.
Le equipe multidisciplinari
A Ferrara, parimenti a quanto realizzato anche nelle altre Aziende Usl regionali, è stato costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare e multiprofessionale finalizzato alla globale tutela della salute dei migranti e soggetti vulnerabili, che può essere attivata dalle Prefetture, dagli Enti gestori o altri soggetti portatori di interessi, in collaborazione con le Direzioni aziendali e con i gruppi di lavoro istituiti in azienda con atti deliberativi. L’equipe multidisciplinare e multiprofessionale è composta da: medico referente, specialista in ginecologia, ostetrica, specialista in pediatria, infermiere/assistente sanitaria, mediatore culturale, un assistente sociale. Il Gruppo è stato successivamente integrato con la partecipazione di nuove figure per il trattamento dei disturbi psichici dei titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria.