Sicurezza a Ferrara. “Le politiche messe in campo sono davvero sufficienti?”
Intervento di Danny Farinelli, segretario provinciale di Azione sui recenti fatti di cronaca: "Criticità che non possono essere ignorate"
Intervento di Danny Farinelli, segretario provinciale di Azione sui recenti fatti di cronaca: "Criticità che non possono essere ignorate"
Il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha abbandonato l'aula del Consiglio comunale durante la discussione sul bilancio dell'amministrazione guidata dal sindaco Edoardo Accorsi
Intervento di Elisa Galuppi e Giuseppe Lagrasta del Partito Democratico di Ferrara: "Chi viene penalizzato da questa manovra? È una domanda semplice, diretta, che molti cittadini si stanno ponendo osservando gli effetti della Legge di Bilancio 2026 sulla vita quotidiana: chi paga davvero il prezzo di questa manovra?"
Le ricadute sul territorio ferrarese e sulle sue principali attività produttive sono al centro dell'analisi di Mauro Malaguti, deputato di Fratelli d'Italia, componente della Commissione Agricoltura della Camera, sui contenuti agricoli della Legge di Bilancio 2026. La manovra introduce infatti una serie di misure che interessano direttamente aziende, lavoratori e filiere tipiche della provincia di Ferrara
Dall'intervento ai fatti. Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha presentato una mozione nella quale chiede di mantenere il mercato del lunedì, "il principale mercato settimanale della provincia", in centro storico e di riaprire il confronto con gli operatori del commercio su area pubblica
Beppe Grillo viene sconfitto (di nuovo) alle urne e così si assiste all’ultima statua del Movimento dei vecchi tempi che viene giù. L’elettorato è stato chiaro, con l’80,5% dice “sì” all’eliminazione della figura del garante.
A parlare di “vecchi tempi” è anche l’ex consigliere comunale di “Progetto per Ferrara” e primo espulso nella storia del Movimento 5Stelle Valentino Tavolazzi: “Non sono molto stupito. La decisione è stata presa da chi, oggi, non faceva parte del Movimento di cinque o dieci anni fa, la base dei votanti è cambiata molto”.
Poi sulla sua espulsione commenta: “Al tempo eravamo una lista certificata da Grillo, chiamata “Progetto per Ferrara”, siamo stati espulsi perché abbiamo iniziato ad adottare un’organizzazione da partito ma mi sembra che oggi la direzione che ha preso il Movimento sia proprio quella. Una politica deludente con azioni che non sarebbero mai state possibili qualche anno fa”.
Il quorum della maggioranza assoluta è stato superato di netto. Insomma, a nulla è servito da parte del fondatore mettersi alla guida di un ipotetico carro funebre e attaccare Conte: “fatevi il vostro simbolo perché il Movimento è morto”. Nel voto bis invocato proprio da Grillo gli iscritti gli indicano la porta, con numeri che sono ancora più alti della consultazione di novembre che aveva visto toccare il 63 percento, contro l’80,5 di ora.
Così, ecco l’addio al padre politico: i suoi continui attacchi all’ex premier avranno forse compattato i contiani? In un post Conte definisce la comunità come “onda dirompente” e assicura che “ora si volta pagina. Il Movimento si rifonda sule indicazioni arrivate con nova dagli iscritti”. L’ex premier la definisce una vittoria di democrazia e sostiene di non aver mai dubitato delle intenzioni della base grillina.
Forse Conte lo avrebbe tenuto come garante, con tanto di cospicuo vitalizio da 300mila euro l’anno, se solo Grillo non avesse usato il suo blog per attaccarlo di continuo. Ad ammettere che il fondatore avrebbe fatto qualche sbaglio è anche l’ex consigliere Tavolazzi: “Tutto ciò era prevedibile, sono stati fatti troppi errori”.
Le conseguenze di questa votazione, più che pratiche, avranno un risvolto politico: che ne sarà ora del Movimento 5Stelle? Da capire se Conte riuscirà a “rifondarlo” e a darsi un’identità più in linea con i tempi.
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