Cronaca
6 Dicembre 2024
L'85enne Francesco Catozzi morì poco prima delle dimissioni dal ricovero ospedaliero al Sant'Anna di Cona. Nei guai un medico e un'infermiera

Soffocò durante il pasto al Sant’Anna, chiesto l’abbreviato per due sanitari

di Davide Soattin | 2 min

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Hanno chiesto entrambi di essere processati con rito abbreviato, il medico e l’infermiera dell’ospedale Sant’Anna di Cona accusati di omicidio colposo per la morte di Francesco Catozzi, l’85enne che ha perso tragicamente la vita il 4 novembre 2022, stroncato da un arresto cardiocircolatorio improvviso, mentre stava consumando il pranzo, durante il ricovero ospedaliero al Sant’Anna di Cona.

A seguito di difficoltà respiratorie, l’85enne paziente cardiopatico entrò in ospedale dal pronto soccorso e venne ricoverato nel reparto di Pneumologia. Lì, durante la sua degenza, venne visitato da specialisti tra cui cardiologo e nefrologo e, a fronte di un quadro clinico in netto miglioramento, si decise di mandarlo a casa.

Purtroppo per lui però, il giorno prima delle dimissioni, dopo essere stato autorizzato a mangiare in maniera autonoma, morì stroncato da un arresto cardiocircolatorio improvviso mentre stava consumando il pasto. Da qui, anche – e soprattutto – alla luce di una cartella clinica in cui era stata riportata la presenza di cibo nelle vie aeree, i familiari hanno presentato un esposto alla Procura per capire se il malore fu innescato dal soffocamento durante l’ingestione del pranzo oppure se, al contrario, fu l’arresto cardiaco iniziale a innescare il soffocamento.

Il sostituto procuratore Andrea Maggioni aveva aperto un fascicolo di indagine a carico di circa venti persone tra mediciinfermieri e Oss, che avevano curato e svolto consulenze sulle condizioni dell’anziano, ma poi ha ristretto il cerchio a due professionisti, vale a dire il medico che autorizzò il pasto (difeso dall’avvocato Marco Linguerri) e l’infermiera (difesa dall’avvocato Michele Ciaccia) che – stando alle accuse – non avrebbe assistito l’85enne mentre mangiava, mandandoli entrambi a processo.

Parte civile nel procedimento i famigliari della vittima, assistiti dall’avvocato Marcello Rambaldi.

Si torna in aula il 20 marzo per la discussione.

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