Coperion lascia Ferrara: 80 licenziamenti e una vertenza che scuote il territorio
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Dopo il violento fortunale di martedì 21 luglio, i sindaci della provincia di Ferrara hanno chiesto l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale. La notizia arriva dopo il vertice straordinario interistituzionale in Prefettura, convocato dal prefetto Massimo Marchesiello per fare il punto della situazione dopo il passaggio dell'ultima pesante ondata di maltempo
È già partita la ricognizione, puntuale e precisa, da parte della Regione sugli ingenti danni causati alle aziende e alle produzioni agricole dalle violente perturbazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna a partire dalla metà di luglio
Il M5S di Ferrara torna a chiedere chiarezza sulla vicenda del Grattacielo. La capogruppo Marzia Marchi ha presentato un'istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa all'adeguamento dell'impianto antincendio del complesso e agli eventuali contenziosi amministrativi e giudiziari collegati
Nella mattinata di mercoledì 22 luglio, intorno alle ore 11:30, un delfino ormai privo di vita si è arenato sul bagnasciuga della spiaggia di Porto Garibaldi, nel tratto compreso tra gli stabilimenti balneari Europa e Quelli di Flip
Porto Garibaldi. Si finsero intermediari per conto del Vaticano e promisero di far arrivare una cifra monstre di 250 milioni di euro per finanziare il porto turistico di Porto Garibaldi. Per la presunta truffa nei confronti di due imprenditori edili del comacchiese il pm che ha coordinato le indagini, Ciro Albero Savino, ha chiesto una condanna di 3 anni e 6 mesi e 1200 euro di multa per il settantenne romano Lucio Cersaroni e il 47enne originario di Palermo ma, all’epoca dei fatti, residente a Voghiera Marco Stracuzzi.
La richiesta per il 78enne romano Domenico Bufacchi è invece di 2 anni e 10 mesi oltre a mille euro di multa. “La pena definitiva che mi appresto a chiedere, sicuramente esemplare – dice però il pm -, non è forse il vero fulcro e la vera condanna; forse la vera condanna, essendo il processo vicino alla prescrizione, sarà il risarcimento dei danni“.
Non cadrà infatti in prescrizione la richiesta danni fatta dalla parte civile tramite l’avvocata Martina Beltrame che chiede il risarcimento di 100mila euro oltre a 20mila euro a ciascuna delle parti civili. Beltrame lascia al giudice la valutazione sulla provvisionale mentre chiede che vengano coperti i costi processuali.
Per Cesaroni e Bufacchi gli avvocati difensori chiedono l’estinzione del reato per intercorsa prescrizione oltre all’incompetenza territoriale del Tribunale di Ferrara. Chiedono inoltre la assoluzione per la truffa in quanto – a loro modo di vedere – il fatto non sussiste e, in subordine, la riqualificazione del reato in tentata truffa. Infine chiedono che venga applicato il minimo della pena mentre il pm Savino, partendo dalla pena base di 2 anni e 600€ di multa aveva chiesto, al temine della sua requisitoria, considerando le aggravanti, pene più alte. Assenti invece per la loro arringa i difensori di Stracuzzi.
La presunta truffa sarebbe stata orchestrata dai tre tra il 2016 e il 2017 e a porle fine furono i carabinieri della stazione di Lido degli Estensi le cui indagini furono affidate alla direzione di Savino. Cesaroni, Bufacchi e Stracuzzi, sapendo dell’interesse dei due imprenditori verso investitori per il porto turistico, presumibilmente si finsero intermediari per il Vaticano e promisero grosse cifre in cambio della commissione.
Diversi gli incontri che intercorsero tra le parti fin dall’agosto del 2016 quando Stracuzzi avrebbe incontrato gli imprenditori comacchiesi e lanciato l’amo. Nel settembre dello stesso anno almeno altri due appuntamenti, uno in un autogrill a Roma e un altro, il 20 settembre, davanti a una banca romana dove avrebbe dovuto avvenire l’incontro con un cardinale mai arrivato e la conferma dei bonifici. Nello stesso momento a San Giuseppe di Comacchio la consegna a Lucio Cesaroni (che si faceva chiamare Lucio Celsi) della commissione da 100mila euro mentre a Roma viene messa nelle mani dell’imprenditore comacchiese una valigetta con 13 milioni di euro falsi. “Io – disse testimoniando uno degli imprenditori – non sapevo che quel giorno ci dovevano dare dei soldi. Sapevo solo che doveva arrivare quel cardinale”.
Dall’analisi dei tabulati telefonici, secondo quanto sostenuto nella requisitoria dal pm Savino, l’evidenza che il 20 settembre durante lo scambio le parti erano in contatto “perché la valigia con i soldi veri doveva essere consegnata prima” che a Roma si accorgessero che erano stati consegnati soldi falsi. Le analisi dei tabulati confermerebbero anche gli incontri immediatamente successivi tra Stracuzzi e Cesarori affinché il primo ricevesse la propria parte. Da qui la richiesta di condanna per truffa.
L’udienza viene rinviata al 19 dicembre, sempre davanti alla giudice Sandra Lepore, per l’arringa dei difensori di Stracuzzi.
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