Il Tar dell’Emilia-Romagna ha ‘bocciato‘ per la seconda volta – nel giro di due anni – la graduatoria relativa alla procedura aperta avviata per l’affidamento del servizio quinquennale (rinnovabile per ulteriori due anni) di diagnosi preimpianto utilizzato dalla Procreazione Medicalmente Assistita dall’Azienda Usl di Ferrara.
La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale arriva dopo il ricorso della società Igenomix Italia contro l’azienda di via Cassoli e la società concorrente Eurofins Genoma Group Srl, che – a luglio scorso – si era inizialmente aggiudicata l’appalto.
La vicenda ha inizio però oltre due anni fa, a settembre 2022, quando la Igienomix Italia aveva partecipato alla prima procedura aperta – tramite il criterio dell’offerta più vantaggiosa – per l’affidamento del servizio. Quella prima gara era stata vinta dalla società Juno Jenetics Espana con 68,75 punti, seguita dalla Igenomix con 53,75 punti e infine dalla Eurofins Group Srl con 40 punti.
La Igenomix aveva però impugnato l’aggiudicazione con ricorso e il Tar, lo scorso 2 gennaio, aveva annullato l’aggiudicazione esclusivamente per l’illegittima composizione della commissione di gara, disponendo l’obbligo per l’Ausl di nominare una nuova commissione.
L’Ausl aveva quindi – come disposto dal Tar – rinnovato la valutazione delle offerte tecniche delle sole Juno Genetics Espana e Eurofins Genoma Group Srl, ma non di quella della Igenomix, attribuendo alla prima 45,5 punti e alla seconda 67, con quest’ultima che quindi è riuscita ad aggiudicarsi l’appalto.
Di conseguenza, la Igenomix aveva impugnato nuovamente l’aggiudicazione, sottolineando in particolare che il nuovo giudizio espresso dalla nuova commissione sarebbe avvenuto senza assicurare la dovuta coerenza con il giudizio originario espresso nei confronti dell’offerta tecnica della stessa Igenomix, dando vita alla formulazione di punteggi “sensibilmente diversi e soprattutto del tutto sproporzionati” rispetto alla prima valutazione, a tal punto che – senza vizio di fondo relativo all’illegittima composizione della commissione – la società ricorrente avrebbe potuto colmare il pur ampio divario di punteggio e conseguire l’aggiudicazione.
Igenomix aveva quindi chiesto l’esclusione di Eurofins per mancata prova della congruità dell’offerta.
Sul punto, pur ritenendo in nessun modo modificabile il punteggio di 53,75 conseguito dalla Igenomix, il Tar ha però fatto notare come l’Ausl non abbia “minimamente dettato criteri sulle modalità della valutazione delle offerte delle altre due concorrenti, sì da lasciare intatta l’ampia discrezionalità tecnica in sede di rinnovo da parte della nuova commissione”. “Tale discrezionalità – prosegue il tribunale – doveva essere esercitata […] anche garantendo al contempo la complessiva coerenza con la valutazione, come detto immodificabile, dell’offerta presentata dalla ricorrente, in modo da assicurare la tenuta logica della nuova graduatoria altrimenti frutto di giudizi espressi con parametri diversi e complessivamente iniqui“.
D’altronde la pretesa del ricorso della Igienomix consisteva “proprio – scrive il Tar – nella sproporzione tra il punteggio assegnato all’offerta delle prime due concorrenti ritenuto eccessivo e sovrastimato rispetto a quello relativo alla propria offerta che non è stato contestato. Ne è prova l’ampio divario di punteggio assegnato in sede di rinnovo sia all’offerta di Eurofins la quale ha ottenuto 67 punti mentre nella valutazione effettuata dalla prima Commissione solo 40 punti, sia a Juno Genetics che ha ottenuto 46,50 punti contro 68,75″.
Quindi, per il Tribunale Amministrativo Regionale ne è “scaturita in sede di rinnovo una valutazione da parte della nuova commissione del tutto inattendibile, sproporzionata e irragionevole basata sulla ‘distorta lente prospettica‘ della mancata comparazione con la valutazione effettuata nei confronti dell’offerta di Igenomix, secondo criteri non espressamente indicati nella sentenza ma comunque desumibili dall’ordinamento”. Più nello specifico, il rinnovo delle
valutazioni delle offerte tecniche delle due imprese concorrenti Juno Genetics Espana e di Eurofins Genoma Group Srl risulta “affetto dal vizio di fondo, di tipo metodologico, del mancato raccordo con la valutazione espressa dalla prima commissione sull’offerta, come detto immodificabile, presentata dalla ricorrente, minando la necessaria coerenza e proporzionalità del giudizio complessivo sulle offerte tecniche e del punteggio finale assegnato ai concorrenti”.
A tal proposito, i giudici bolognesi hanno quindi accolto il ricorso dell’Igenomix, annullando gli atti impugnati e ordinando un riesame da parte di una commissione a diversa composizione della valutazione delle offerte tecniche delle imprese Juno Jenetics e Eurofins Genoma Group Srl, condannando quest’ultima – in solido con l’Ausl di Ferrara – a rifondere 4.000 euro di spese a favore della Igenomix Italia Srl.
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