Cronaca
14 Novembre 2024
Aperta un'inchiesta per la morte della 76enne comacchiese Rosanna Fabbri. Il decesso avvenuto lo scorso 29 ottobre all'ospedale Santissima Annunziata di Cento dopo un intervento per rimuovere una cisti ovarica

Muore dopo l’intervento chirurgico, quindici sanitari sotto indagine

di Davide Soattin | 2 min

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Cento. Sono quindici – tra medici, infermieri e anestesisti – i sanitari a cui la Procura di Ferrara ha notificato l’avviso di garanzia per la morte di Rosanna Fabbri, 76enne di Comacchio, avvenuta lo scorso 29 ottobre, mentre la donna era ricoverata all’ospedale Santissima Annunziata di Cento.

Stando a quanto si apprende, lo scorso 22 ottobre, la 76enne si era sottoposta a un intervento ginecologico in laparoscopia per la rimozione di una cisti ovarica. Un’operazione chirurgica durata quasi cinque ore, al cui termine la donna avrebbe iniziato a stare male, accusando forti dolori e vomito.

Per un paio di giorni, la vittima è stata ricoverata nel reparto di Medicina Generale, poi – a causa delle complicazioni post-intervento – i sanitari l’hanno spostata nel reparto di Rianimazione, sottoponendola – nel mentre – ad altri due interventi chirurgici, il 24 e 28 ottobre, senza ottenere nessun miglioramento.

Lo scorso 29 ottobre, infatti, Fabbri è purtroppo deceduta. Per cercare di capire cosa fosse successo in quei giorni, l’Ausl aveva inizialmente disposto un’autopsia “interna“, ma la figlia della donna ha preferito coinvolgere la Procura di Ferrara, che così ha aperto un fascicolo di indagine per colpa medica.

Questa mattina, quindi, il pm Andrea Maggioni ha conferito l’incarico ai medici legali Sindi Visentin di Padova e Salvatore Alberico di Trieste, che in queste ore stanno svolgendo l’autopsia sul corpo della donna. Anche i figli della 76enne di Comacchio, assistiti dagli avvocati Antonio Boldrini e Gianluca Filippone, hanno nominato un loro consulente di parte, il medico legale Adriano Tagliabracci di Ancona. E lo stesso hanno fatto i legali difensori dei quindici indagati (gli avvocati Marco Linguerri, Gian Luigi Pieraccini, Piero Giubelli e Riccardo Venturi).

Obiettivo degli accertamenti medico-legali è quello di riuscire a capire se ci sia un nesso causale tra l’operazione chirurgica, le successive cure mediche ricevute dalla paziente, che non aveva nessun tipo di patologie pregresse, e la sua morte.

Gli esiti dell’autopsia sono attesi entro sessanta giorni.

 

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