Berco ha ritirato i licenziamenti e la disdetta dell’integrativo. È la buona notizia che arriva dai sindacati nazionali di categoria di Fim, Fiom e Uilm del settore siderurgico in seguito all’incontro tenutosi in mattinata con l’azienda al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
“Grazie alla lotta dei lavoratori – dichiarano infatti i tre sindacati attraverso la voce dei responsabili nazionali Valerio D’Alò, Loris Scarpa e Guglielmo Gambardella – l’azienda ha ritirato i licenziamenti e la disdetta dell’integrativo. Lo sciopero generale dei metalmeccanici della provincia di Ferrara di lunedì scorso, tutte le mobilitazioni messe in campo da Fim Fiom e Uilm e i ricorsi legali hanno consentito di far ritirare le iniziative unilaterali da parte dell’azienda, a partire dalla procedura di licenziamento. Stante la gravità della situazione economica e industriale, ci renderemo disponibili con l’azienda per individuare soluzioni condivise per assicurare una prospettiva di lungo periodo. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario il supporto del Mimit e verificare la disponibilità di strumenti utili per il rilancio dell’azienda. Lo stesso supporto lo chiederemo alla capogruppo Thyssenkrupp che dovrebbe prevedere adeguati investimenti per incrementare la competitività”.
I tre sindacati si dicono consapevoli che il contesto di mercato in cui opera Berco è estremamente competitivo. Per questo motivo, “se vogliamo assicurare il mantenimento dei posti di lavoro, non si dovrà escludere di
immaginare percorsi industriali aggiuntivi all’attuale business”. “Ma questa – aggiungono – è una discussione che si potrebbe affrontare solo a valle di un confronto di merito sul piano industriale”.
Nei prossimi giorni si avvierà il confronto in sede aziendale per la gestione degli aspetti occasionali e industriali. Il tavolo è stato riconvocato per il prossimo 25 novembre.
A chiedere il ritiro dei licenziamenti e della disdetta degli accordi integrativi aziendali è stato il ministro Adolfo Urso. Dopo una sospensione, la proposta è stata accettata. Al termine dell’incontro è stato firmato un verbale con l’impegno dell’azienda al ritiro della procedura unilaterale di licenziamento e la disdetta degli accordi di integrativo aziendale avviati nelle scorse settimane, così come da parte dei sindacati il ritiro dei propri ricorsi in sede giudiziaria.
Soddisfatto il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, che si mantiene ‘prudente’: “Apprezzo l’espressione di ‘buona volontà’ messa in campo dalle parti. Non voglio però cadere in facili entusiasmi. Questa situazione consente certamente di condurre un confronto senza avere ‘una pistola puntata alla tempia’: non c’è più il conto alla rovescia scandito dal contatore dei 75 giorni di decorrenza della procedura. Tuttavia c’è ancora molta strada da fare per trovare una soluzione giusta per i nostri lavoratori e la nostra comunità e questa strada si dovrà percorrere a tappe forzate, poiché abbiamo davanti dieci giorni di tempo: fino alla prossima convocazione al Mimit il 25 novembre prossimo. Torniamo da Roma dunque con la consapevolezza che ci attendono giorni cruciali per raggiungere un’intesa e salvare la tenuta occupazionale”.
Apprezzamento arriva anche dalla Regione Emilia-Romagna: “La Regione Emilia-Romagna, apprezzando il ritiro degli atti tra le parti, un risultato ascrivibile alla mobilitazione dei lavoratori nonché alla risposta unitaria di rappresentanze, istituzioni e territorio tutto, ribadisce come sia fondamentale che dietro a questa scelta venga confermata una reale disponibilità a un accordo senza precipizio temporale o il ripristino di atti unilaterali. Anche per questo le istituzioni apprezzano la garanzia data dal ministro Urso di farsi parte attiva e garante per uno sbocco condiviso tra le parti”.
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