Cronaca
8 Novembre 2024
Il commento degli avvocati Scafidi, Ciaccia e Zerpelloni, legali difensori dei Di Gaetano dopo la decisione della Corte d'Assise di non ammettere i testimoni presenti nella loro lista testi relativi ai fatti che hanno portato a quanto accaduto all'interno del bar Big Town

“Fondamentale accertare i fatti precedenti all’omicidio”

di Davide Soattin | 2 min

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“Abbiamo preso atto rispettosamente dell’ordinanza con cui la Corte d’Assise ha ritenuto, allo stato, di ridurre considerevolmente le liste testi di tutte le parti, e di concentrare al momento l’istruttoria dibattimentale sui testi in comune tra difesa degli imputati e pubblico ministero, escludendo pure tutti i testi delle parti civili. Ma rimaniamo comunque convinti che l’accertamento dei fatti precedenti l’1 settembre 2023 sia di centrale importanza per ricostruire l’intera vicenda“.

È così che i legali difensori di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano, gli avvocati Stefano Scafidi, Giulia Zerpelloni e Michele Ciaccia, commentano la decisione del tribunale di non ammettere i testimoni presenti nella loro lista testi inerenti ai fatti che hanno portato alla ‘mattanza’ al bar Big Town di via Bologna, dove – il 1° settembre 2023 – è stato ucciso il 43enne Davide Buzzi e ferito gravemente il giovane Lorenzo Piccinini, che era insieme a lui durante quei tragici momenti.

Per le difese non ci sono dubbi: “Eventi come l’aggressione e il tentativo di estorsione ai danni di Vito Mauro Di Gaetano di pochi giorni prima, l’aggressione avvenuta al Bar Condor ai danni del signor Ben Khaled Hamza e le iniziative degli organi di sicurezza pubblica sono stati opportunamente e approfonditamente indagati dalla stessa Procura della Repubblica nel corso delle indagini preliminari. Tali aspetti della vicenda – sottolineano – sono strettamente legati alle azioni di tutte le persone coinvolte nei fatti della tragedia dell’1 settembre“.

“Manifestiamo profondo rispetto per il grande dolore patito da tutte le famiglie coinvolte, ma restiamo convinti – concludono gli avvocati Scafidi, Zerpelloni e Ciaccia – che l’accertamento della verità non possa prescindere dal più completo vaglio dibattimentale”.

 

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