Coperion lascia Ferrara: 80 licenziamenti e una vertenza che scuote il territorio
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Coperion avvia la procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti, di cui 77 nello stabilimento di Ferrara: sindacati e istituzioni chiedono un tavolo di crisi
Dopo il violento fortunale di martedì 21 luglio, i sindaci della provincia di Ferrara hanno chiesto l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di crisi regionale. La notizia arriva dopo il vertice straordinario interistituzionale in Prefettura, convocato dal prefetto Massimo Marchesiello per fare il punto della situazione dopo il passaggio dell'ultima pesante ondata di maltempo
È già partita la ricognizione, puntuale e precisa, da parte della Regione sugli ingenti danni causati alle aziende e alle produzioni agricole dalle violente perturbazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna a partire dalla metà di luglio
Il M5S di Ferrara torna a chiedere chiarezza sulla vicenda del Grattacielo. La capogruppo Marzia Marchi ha presentato un'istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione relativa all'adeguamento dell'impianto antincendio del complesso e agli eventuali contenziosi amministrativi e giudiziari collegati
Nella mattinata di mercoledì 22 luglio, intorno alle ore 11:30, un delfino ormai privo di vita si è arenato sul bagnasciuga della spiaggia di Porto Garibaldi, nel tratto compreso tra gli stabilimenti balneari Europa e Quelli di Flip
Gaibanella. La distanza dalla borgata Stazione potrebbe “salvare” i residenti dalla nuova centrale, una ventina di case e circa 50 persone ad abitarci possono fare la differenza sulla costruzione dell’impianto a biometano in via Palmirano a Gaibanella. La casa più vicina si troverebbe infatti a meno di cento metri e trattandosi di una borgata e non di una casa singola potrebbe stoppare il progetto visto che la permessistica indicherebbe una distanza minima necessaria maggiore.
A raccontarlo sono gli stessi residenti che martedì sera hanno avuto l’opportunità di incontrare l’assessore Nicola Lodi e i tecnici del comune, oltre al proprietario dei terreni dove sorgerà, per discuterne. “Noi non sapevamo ci fossero anche gli ingegneri” ci racconta Danila Ori che funge da portavoce del gruppo che si schiera strenuamente contro il progetto.
L’incontro non era infatti dedicato alla sola centrale ma alla frazione di Gaibanella nel suo complesso. Lodi però, probabilmente sapendo del tema scottante, ha portato con sé anche tecnici e ingegneri per essere maggiormente pronto. L’assessore, che i cittadini dovranno incontrare nuovamente la prossima settimana, li ha rassicurati dicendo “che verificherà” rispetto al rispetto della distanza.
“Noi – ci dice Danila Ori – disposti anche ad arrivare al Tar ma non sarebbe giusto che i cittadini arrivino a pagare per difendersi”. Non solo, se non dovesse bastare potrebbero pensare anche a misure più forti come occupare i terreni, vogliono “che venga fatta ad almeno due chilometri”. Non si tratta solo dei disagi per l’aumento dell’inquinamento a causa dello spostamento di numerosi mezzi pensanti o dell’impatto odorifero dello spandimento del digestato, ma anche di una questione di sicurezza. Sono preoccupati che la centrale possa esplodere, non sono moltissimi i casi ma tra questi anche quello di Oxforshire in Inghilterra dove fortunatamente la centrale era posta a distanza da case e piccoli centri abitati.
Ultima beffa ma digerita la proposta di compensare gli effetti inquinanti con la piantumazione di alberi per un importo di 100mila euro. Una cosa che Ori definisce “ridicola” facendo notare che “piantano dei fuscelli e poi servono 15 anni per far venire un albero”. Una misura che potrebbe anche esser utile nel tempo ma che non allevierebbe nell’immediato l’atmosfera dell’aumento degli inquinanti che si verrebbe a creare.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com