Lettere al Direttore
2 Novembre 2024

Breve storia dell’occupazione in Berco

di Redazione | 3 min

Leggi anche

C’era una volta la Coop

E’ stata una doccia fredda. Come rivedere alla moviola quell’abbraccione sornione tra De Pascale e F. Ci volete laureati, masterizzati, specializzati. Ma sappiate che c’è un prezzo. Oltre a sfruttarci, ricordatevi che abbiamo imparato a dire no, a far girare il...

In ricordo di Laura Zannini

Alla famiglia di Laura Zannini, recentemente scomparsa, va il nostro abbraccio più sincero e commosso. La ricordiamo con gratitudine per il suo impegno, la sua disponibilità e la scelta generosa di mettersi in gioco nella lista civica a sostegno di Fabio Anselmo...

Da “Città d’Arte” a “Paese dei Balocchi”

Pare che il nostro Primo Cittadino non governi col PUG (Piano Urbanistico Generale), ma col manuale di filosofia. È evidente che Alan è un fine cultore dei "Corsi e Ricorsi Storici" di Gianbattista Vico. Da lì deve aver compreso che è tempo di traghettare la "Città...

La saggezza dei ferraresi

Ho letto il mirabile articolo del Prof. Marani e mi inchino alla sua bravura ed alla eterea leggerezza con cui evidenzia un serio problema trasformandolo in qualcosa di delicato e sottile quasi simpatico. E’ vero al giorno d’oggi non è più possibile ascoltare...

Salario minimo e leggi

Ho ascoltato in TV il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che - polemizzando con un deputato pentastellato (e indirettamente con la Cgil e il Pd) - sosteneva - secondo me giustamente - che il salario minimo introdotto per legge indebolirebbe la...

Tra il novembre 1978 e marzo 1979 furono le ultime massicce assunzioni. Entrarono in quel periodo almeno un centinaio di giovani. Per me fu il 13 novembre 1978 l’inizio di quell’esperienza. Reparto trattamenti termici (TT), mi sembrava l’inferno; caldo e molto rumoroso. Ma quando vidi lavorare il reparto stampaggio mi dissi “questo è il vero inferno”.

In marzo 1979 Berco raggiunse il numero massimo di dipendenti: 2978. Fu un decennio difficile e complicato quello degli anni ’80. Una difficile contrattazione aziendale (1980), per la cui stesura della piattaforma aveva collaborato anche il copparese Patrizio Bianchi futuro Ministro dell’istruzione, sfociata con il licenziamento di alcuni componente dell’allora Consiglio di Fabbrica.

Successivamente un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, per molti a zero ore, per almeno 5 anni. In sostanza intorno al 1987 i dipendenti si ridussero a circa 1600. Va ricordato che durante questo decennio la proprietà non investì una lira tanto che dovevamo litigare per i guanti appositi alla lavorazione dell’acciaio.

Alla fine degli anni ’80 la maggioranza della proprietà passò alla multinazionale partner della proprietà (Hoess rothe erde) poi, negli anni successivi, confluita in Tyssen Krupp. Con l’avvento del nuovo AD, omonimo del precedente, le cose cambiarono radicalmente con i primi 55 miliardi di lire di investimenti, in primis, nei reparti di lavorazione a caldo (TT e stampaggio) trasformando il lavoro in modo molto più leggero ma anche più produttivo.

Il Consiglio di Fabbrica (CdF) fu chiamato ad assumere scelte difficili soprattutto sull’orario di lavoro accettando e contrattando l’istituzione dei cicli continui. Quelle scelte intraprese all’inizio degli anni ’90 portarono, durante gli anni successivi, l’azienda ad incorporare due ulteriori stabilimenti (Castelfranco e Busano canavese) e complessivamente si attestò a 3300 dipendenti. Copparo ne contava circa 2800.

Arrivarono gli anni del nuovo secolo e di lì nuove difficoltà e crisi fino a quella indimenticabile del 2013. Il cambio dell’AD e l’arrivo della società addetta alla “ristrutturazione” del personale (tagliateste) diedero il via ad un massiccio esodo del personale.

Ora l’ennesima.

Badate, questa storia, breve nell’estensione, ma lunga di oltre 35 anni evidenzia un aspetto fondamentale: cioè un’azienda si difende e spesso prospera solo attraverso investimenti che rendono il lavoro più umano e nel contempo più efficiente e produttivo riducendosi in costi di lavorazione più bassi.

Auspichiamo quindi, che il board aziendale (allora lo chiamavamo la direzione aziendale) accetti la richiesta dei sindacati e delle istituzioni di ritirare la procedura di licenziamenti e rendersi disponibile ad un confronto serio e serrato che in cambio di ammortizzatori sociali ci sia la chiara volontà di aprire una stagione di investimenti attraverso un piano aziendale credibile che veda, quantomeno, il tentativo di rilancio del secolare stabilimento copparese.

Elvio Perelli

e gruppo Quattrdidenari

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com