Lettere al Direttore
2 Novembre 2024

Breve storia dell’occupazione in Berco

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Balboni e Gino Strada. Rettifica

Nell'articolo "Che palle"... e Ferrara non è contro la guerra pubblicato il 25 novembre viene ripreso un articolo di Estensecom di quattro anni fa riguardante delle dichiarazioni del senatore Alberto Balboni su Gino Strada. Nel nostro articolo datato 2021 (e...

Assessore e assessora: chi ha ragione?

In un recente intervento Marzia Marchi ha stigmatizzato  l'uso del termine "assessore" in luogo di "assessora". Tale uso costituirebbe addirittura un grave errore, compiuto "in spregio della grammatica". A parte le considerazioni di natura politica, rilevo che...

Riflessione su Portomaggiore

Uno pseudo imam, una giornalista purtroppo vera, Eugenia Fiore, una trasmissione “Quarta Repubblica” di Rete 4, tanta ingenuità in chi si lascia intervistare per strada ed accetta che affermazioni senza alcuna riflessione, vadano in onda, ed il gioco è fatto. La...

Passaggio ‘impedonabile’

Probabilmente è già arrivata a questa spettabile redazione, ma in ogni caso penso sia bene segnalarvi questo cartello affisso in viale Alfonso I d'Este che riporta una "impedonabile" stortura grammaticale. Marco...

Tra il novembre 1978 e marzo 1979 furono le ultime massicce assunzioni. Entrarono in quel periodo almeno un centinaio di giovani. Per me fu il 13 novembre 1978 l’inizio di quell’esperienza. Reparto trattamenti termici (TT), mi sembrava l’inferno; caldo e molto rumoroso. Ma quando vidi lavorare il reparto stampaggio mi dissi “questo è il vero inferno”.

In marzo 1979 Berco raggiunse il numero massimo di dipendenti: 2978. Fu un decennio difficile e complicato quello degli anni ’80. Una difficile contrattazione aziendale (1980), per la cui stesura della piattaforma aveva collaborato anche il copparese Patrizio Bianchi futuro Ministro dell’istruzione, sfociata con il licenziamento di alcuni componente dell’allora Consiglio di Fabbrica.

Successivamente un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, per molti a zero ore, per almeno 5 anni. In sostanza intorno al 1987 i dipendenti si ridussero a circa 1600. Va ricordato che durante questo decennio la proprietà non investì una lira tanto che dovevamo litigare per i guanti appositi alla lavorazione dell’acciaio.

Alla fine degli anni ’80 la maggioranza della proprietà passò alla multinazionale partner della proprietà (Hoess rothe erde) poi, negli anni successivi, confluita in Tyssen Krupp. Con l’avvento del nuovo AD, omonimo del precedente, le cose cambiarono radicalmente con i primi 55 miliardi di lire di investimenti, in primis, nei reparti di lavorazione a caldo (TT e stampaggio) trasformando il lavoro in modo molto più leggero ma anche più produttivo.

Il Consiglio di Fabbrica (CdF) fu chiamato ad assumere scelte difficili soprattutto sull’orario di lavoro accettando e contrattando l’istituzione dei cicli continui. Quelle scelte intraprese all’inizio degli anni ’90 portarono, durante gli anni successivi, l’azienda ad incorporare due ulteriori stabilimenti (Castelfranco e Busano canavese) e complessivamente si attestò a 3300 dipendenti. Copparo ne contava circa 2800.

Arrivarono gli anni del nuovo secolo e di lì nuove difficoltà e crisi fino a quella indimenticabile del 2013. Il cambio dell’AD e l’arrivo della società addetta alla “ristrutturazione” del personale (tagliateste) diedero il via ad un massiccio esodo del personale.

Ora l’ennesima.

Badate, questa storia, breve nell’estensione, ma lunga di oltre 35 anni evidenzia un aspetto fondamentale: cioè un’azienda si difende e spesso prospera solo attraverso investimenti che rendono il lavoro più umano e nel contempo più efficiente e produttivo riducendosi in costi di lavorazione più bassi.

Auspichiamo quindi, che il board aziendale (allora lo chiamavamo la direzione aziendale) accetti la richiesta dei sindacati e delle istituzioni di ritirare la procedura di licenziamenti e rendersi disponibile ad un confronto serio e serrato che in cambio di ammortizzatori sociali ci sia la chiara volontà di aprire una stagione di investimenti attraverso un piano aziendale credibile che veda, quantomeno, il tentativo di rilancio del secolare stabilimento copparese.

Elvio Perelli

e gruppo Quattrdidenari

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com