Cronaca
22 Ottobre 2024
A due ragazze di 24 e 25 anni provenienti dalla provincia di Salerno sono stati inflitti un anno e otto mesi e un anno di pena. Il fatto risale allo scorso 12 aprile ad Argenta

Finto carabiniere e finto avvocato. Condannate due truffatrici in trasferta

di Davide Soattin | 2 min

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Argenta. Sono state rispettivamente condannate a un anno e otto mesi e a un anno, le due truffatrici di 24 e 25 anni – entrambe trasfertiste dalla provincia di Salerno – che erano finite a processo con l’accusa di tentata truffa in concorso e resistenza a pubblico ufficiale grazie alla scaltrezza della donna che stavano tentando di raggirare.

Ignoti, invece, sono rimasti i ‘mandanti‘, quelli che si erano finti uno carabiniere e l’altro avvocato

Uno di questi, lo scorso 12 aprile, aveva telefonato a una signora di 46 anni di Argenta: “Buongiorno, siamo i carabinieri. La dobbiamo informare che purtroppo suo marito ha appena provocato un grave incidente stradale e attualmente è in caserma in stato di arresto. Se mi fornisce il suo recapito cellulare, la faccio contattare dall’avvocato d’ufficio che le indicherà come versare la cifra necessaria alla liberazione“.

Per ‘liberare’ il marito avrebbe dovuto versare all’autorità giudiziaria 7.500 euro di cauzione. Terminata questa prima telefonata, ne è arrivata subito un’altra, in cui un sedicente avvocato, ribadendo la situazione, precisava che una sua collaboratrice di studio sarebbe passata presso l’abitazione della signora per ritirare il denaro, aggiungendo che, qualora la donna non avesse avuto immediata disponibilità dell’intera somma richiesta, avrebbe potuto consegnare gioielli di valore equivalente, che sarebbero stati depositati in garanzia presso i carabinieri.

La donna fece finta di credere ai malfattori e nel frattempo avvertì il 112. Il comandante della stazione, assieme a un altro militare, raggiunse la signora e si nascose in casa della vittima. Altri cinque militari, divisi in due squadre, si erano appostati sulla strada a ridosso dell’abitazione.

Fu allora che la collaboratrice dell’avvocato suonò il campanello ed entrando in casa trovò due carabinieri veri ad “accoglierla”. Intanto, sulla strada, gli altri militari avevano già individuato e bloccato la complice, che attendeva in auto.

Ieri (lunedì 21 ottobre) la sentenza pronunciata dal giudice Giovanni Solinas ha chiuso la vicenda processuale nata da quel fatto di cronaca, condannando entrambe.

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