Argenta. “Una notizia che ci ha scosso profondamente“. Sono queste le parole che Andrea Baldini, sindaco di Argenta, sceglie per commentare l’inchiesta per omicidio volontario che la Procura di Ferrara ha aperto relativamente a due morti sospette avvenute a settembre all’ospedale Mazzolani-Vandini, indagando un infermiere 42enne.
“Ho sentito l’Ausl – afferma il primo cittadino – che sta pienamente collaborando con gli inquirenti perchè il prima possibile sia fatta luce su questi fatti. Ci stringiamo attorno alle famiglie e a tutta la comunità del Mazzolani-Vandini”.
Le indagini – coordinate dalla pm Barbara Cavallo – riguardano i decessi di Antonio Rivola, 82 anni, e Floriana Veronesi, 90, avvenuti rispettivamente il 5 e 24 settembre scorsi, all’interno del reparto di Lungodegenza Post Acuzie Geriatrica Riabilitativa, dove i due erano ricoverati.
In entrambi i casi, le diagnosi di morte comunque non avevano inizialmente destato sospetti, tanto che per il 27 settembre erano stati fissati i funerali. Uno la mattina, l’altro nel pomeriggio. Poi però, la segnalazione dell’Ausl agli inquirenti – che ora si dice pronta a collaborare con la magistratura – aveva fatto partire le indagini fino all’iscrizione nel registro degli indagati di un infermiere con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, mentre l’inchiesta non si ferma e prosegue con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità penali per quanto accaduto.
I carabinieri del Nucleo Investigativo, infatti, stanno svolgendo accertamenti e verifiche a tutto campo e non si esclude che il cerchio possa allargarsi, arrivando a coinvolgere altre persone in relazione anche ad altri decessi avvenuti durante le scorse settimane.
In queste ore, intanto, si attende il nullaosta da parte della Procura per la restituzione delle due salme ai familiari, dopo gli accertamenti medico legali eseguiti martedì mattina, al fine di organizzarne i funerali.
Accertamenti necessari a verificare l’eventuale presenza nell’organismo dei due anziani, di sostanze – ospedaliere o extra ospedaliere, anche questo da accertare – che non avrebbero dovuto essere state usate e il nesso di causalità con le due morti, dal momento che – stando a quanto si apprende – pare che a segnalare quelle morti sospette e a dare il là alle indagini sia stata un’infermiera, collega dell’odierno indagato, insospettita dall’ammanco di un medicinale ‘pericoloso‘.
Al momento, nei confronti dell’infermiere 42enne – che è solamente indagato – non è stata applicata alcuna misura cautelare, dato che gli inquirenti non sono ancora in possesso elementi sufficienti a definire con certezza quello che potrebbe essere l’eventuale quadro accusatorio. Da quanto apprende Estense.com, anche l’Ausl non ha preso provvedimenti disciplinari relativi a una eventuale sospensione del professionista (iter amministrativo bloccato da un procedimento penale in corso, ndr) tant’è che risulta essere ancora formalmente in servizio.
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