Argenta. Per le due morti sospette avvenute a settembre all’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta, il fascicolo di indagine aperto dalla Procura di Ferrara è per omicidio volontario. Indagato – come già emerso durante le scorse ore – è un 42enne infermiere Ausl, ma i carabinieri del Nucleo Investigativo stanno svolgendo accertamenti e verifiche a tutto campo e non si esclude che l’inchiesta possa allargarsi, arrivando a coinvolgere altre persone in relazione anche ad altri decessi avvenuti durante le scorse settimane.
La lente degli inquirenti – al momento – è tutta focalizzata a chiarire se le due morti siano in un qualche modo correlate a un uso improprio di farmaci somministrati dall’odierno indagato, dal momento che – stando a quanto si apprende – pare che la segnalazione sia partita da una collega dell’uomo, insospettita dall’ammanco di un medicinale ‘pericoloso’. Certezze, a riguardo, arriveranno però solamente con gli esiti degli esami medico-legali effettuati sui corpi delle due vittime, attualmente in medicina-legale a Cona.
Del resto, l’inchiesta è alle prime battute e la cautela è d’obbligo tra chi è chiamato a fare luce. Motivo per cui, attualmente, non essendo ancora in possesso di elementi sufficienti a definire con chiarezza quello che potrebbe essere il quadro accusatorio, la Procura si è limitata a iscrivere – come forma di garanzia – l’infermiere nel registro degli indagati, comunque, con l’ipotesi di reato più grave, in modo tale da permettergli di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili con un proprio consulente, senza applicare nei suoi confronti alcuna misura cautelare.
Da quanto apprende Estense.com, anche l’Ausl non ha preso provvedimenti disciplinari relativi a una eventuale sospensione del professionista (iter amministrativo bloccato da un procedimento penale in corso) tant’è che risulta essere ancora in servizio.
Questa mattina (martedì 15 ottobre) intanto, negli uffici di via Mentessi, la pm Barbara Cavallo ha conferito l’incarico al medico legale Giambattista Golè dell’Asl Città di Torino e al tossicologo Enrico Gerace del Centro Regionale Antidoping di Orbassano, sempre nel Torinese. L’avvocato Debora Grigolato, che difende l’infermiere, ha invece nominato come consulente di parte il medico legale Lorenzo Marinelli, mentre le famiglie delle due vittime non hanno ancora nominato un loro legale.
Ampio il quesito formulato dalla Procura, che ha chiesto ai propri consulenti – tramite autopsia, esami istologici e tossicologici – di verificare l’eventuale presenza, nell’organismo dei due anziani, di sostanze – ospedaliere o extra ospedaliere, anche questo da accertare – che non avrebbero dovuto essere state usate e il nesso di causalità con le due morti. Gli esiti sono attesi entro 90 giorni. Contestualmente, i militari del 112 stanno lavorando per ricostruire la catena degli eventi e capire cosa sia successo.
E, proprio in questa direzione, è andato il blitz nella giornata di lunedì 14 ottobre quando, i carabinieri hanno fatto accesso ai locali del reparto di Lungodegenza Post Acuzie Geriatrica Riabilitativa del Mazzolani-Vandini, dove i due anziani erano ricoverati, presumibilmente per acquisirne le cartelle cliniche.
I decessi – lo ricordiamo – risalgono al 5 e al 24 settembre di quest’anno. A perdere la vita, in ordine cronologico, l’82enne Antonio Rivola e la 90enne Floriana Veronesi. Quest’ultima, stando a quanto si apprende, era stata ricoverata in Medicina a seguito di un’infezione in estate, poi le sue condizioni erano migliorate e la famiglia stava attendendo di poterlo accogliere a casa, ma successivamente era stata trasferita per un periodo in Lungodegenza, dove i familiari avevano notato un peggioramento in particolare dal punto di vista cognitivo. Durante quel periodo l’anziana avrebbe inoltre contratto anche il Covid.
In entrambi i casi, le diagnosi di morte comunque non avevano inizialmente destato sospetti, tanto che per il 27 settembre erano stati fissati i funerali. Uno la mattina, l’altro nel pomeriggio. Poi però, la segnalazione dell’Ausl agli inquirenti – che ora si dice pronta a collaborare con la magistratura – aveva fatto partire le indagini fino all’iscrizione nel registro degli indagati di un infermiere con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, mentre l’inchiesta non si ferma e prosegue con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità penali per quanto accaduto.
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