La Procura di Ferrara è orientata a chiedere l’archiviazione per Federico Bruttomesso, papà del piccolo Alessandro, il bimbo di appena 7 anni che – lo scorso 5 giugno – è morto investito dal trattore guidato dal genitore, mentre stava pedalando in sella alla sua bicicletta nella corte della loro abitazione, un casolare di campagna lungo via Cento, al confine tra i paesi di Porotto e Vigarano Mainarda.
Gli ingegneri Alfonso Micucci e Mattia Strangi infatti, rispettivamente consulenti cinematici della pm Barbara Cavallo e della difesa, rappresentata dagli avvocati Simone Bianchi e Giuliano Onorati, sono concordi nell’escludere – senza alcun dubbio – qualsiasi responsabilità di tipo penale in capo al padre per quanto accaduto in quei tragici istanti in cui il figlioletto ha perso la vita, sormontato dalle ruote del mezzo.
Questo perché, per entrambi, ciò che è successo quella sera d’estate, è da ricondursi a una tragica fatalità.
Nonostante i richiami dei familiari, che lo avevano avvisato del pericolo rappresentato dal trattore in movimento, il piccolo Alessandro era comunque salito sulla bicicletta e, a causa di una valutazione distorta, sarebbe finito per intrecciare perpendicolarmente la propria traiettoria con quella del trattore, andando così scontrarsi in maniera fronto-laterale con la ruota posteriore destra del mezzo pesante, senza che suo padre potesse fare nulla per evitarlo.
Il piccolo infatti, sbucato da dietro il muro di uno stabile usato come deposito, non avrebbe prestato la giusta attenzione dovuta alla limitata visibilità in quel punto e si sarebbe trovato davanti a sé, nel giro di poco più di un metro, il trattore che – seppur procedeva a velocità molto ridotta – ha finito per sormontare sia la bicicletta che il bimbo, molto probabilmente scivolato a terra dopo aver frenato dallo spavento, perdendo fatalmente il controllo della bici.
Il padre quindi non avrebbe potuto fare niente per evitare l’impatto o renderlo meno devastante, dal momento che il tempo tra il possibile avvistamento della bicicletta e il raggiungimento del punto in cui è avvenuto lo scontro da parte del piccolo Alessandro – sbucato all’improvviso – sarebbe comunque stato inferiore al tempo di reazione.
A maggior ragione se si tiene conto anche delle limitazioni visive dovute al braccio telescopico del trattore, in quel frangente tenuto giustamente in posizione di riposo, tali da creare un’ampia zona d’ombra che rendeva impossibile avere una visuale limpida su quanto stava succedendo intorno al raggio d’azione del mezzo agricolo, come successo.
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