Cronaca
9 Ottobre 2024
Un uomo ferrarese di 54 anni è a processo per stalking verso il proprio medico di base. L'avvocato Luca Morassutto che assiste la donna: "Ci troviamo di fronte a un reato odioso che si assesta nella spirale di crimini contro i sanitari che ultimamente affligge l'Italia"

Minacciata dal paziente. “Dottoressa, ti faccio esplodere un’autobomba sotto casa”

di Davide Soattin | 2 min

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L’avrebbe perseguitata in maniera insistente per poco meno di un anno, arrivando anche a minacciarla di piazzarle sotto casa un’autobomba che successivamente avrebbe fatto esplodere.

Di questo, e di altri episodi, dovrà oggi rispondere un 54enne ferrarese, già con precedenti, finito a processo con l’accusa di stalking nei confronti del suo medico di base, colpevole – secondo lui – di aver divulgato a terzi informazioni sensibili e riservate relative al proprio stato di salute.

Al centro del procedimento ci sono finiti i messaggi in segreteria telefonica e quelli su Whatsapp che l’uomo, tra il 14 luglio 2023 e il 15 aprile 2024, avrebbe inviato alla dottoressa, che – dal canto suo – ha sempre negato le accuse rivoltegli dal paziente.

Messaggi in cui l’imputato – secondo la Procura – avrebbe chiesto spiegazioni con parole minacciose e offensive alla donna sul perché avesse riferito ad altri il contenuto della propria cartella clinica.

Lo avrebbe fatto anche ignorando l’ammonimento del questore di settembre 2023 e continuando a scriverle da un’altra utenza telefonica, anche quando la donna lo bloccò il suo numero.

Tra i messaggi più agghiaccianti, quelli in cui – con tono delirante e accusatorio – avrebbe minacciato la professionista di piazzarle e farle esplodere sotto casa un’autobomba.

Ma non solo, le avrebbe anche chiesto 10.000 euro comerisarcimento danni‘ perché – a suo dire – la dottoressa lo aveva curato male, sottovalutando i suoi problemi di salute.

Al momento, dopo la denuncia della vittima, l’uomo è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa col braccialetto elettronico, notificatogli ad aprile scorso dagli uomini della Squadra Mobile.

Durante l’udienza di ieri (martedì 8 ottobre) mattina, in tribunale a Ferrara, la dottoressa – tramite il proprio legale, l’avvocato Luca Morassutto – si è costituita parte civile nel processo.

“Ci troviamo di fronte a un reato particolarmente odioso – ha affermato Morassutto fuori dall’aula – che si assesta in quella spirale di crimini contro i sanitari che ultimamente affligge l’Italia. Quindi, la nostra costituzione di parte civile vuole essere improntata a garantire una maggiore sicurezza per la mia assistita, dopo quello che ha dovuto subire nei mesi scorsi”.

 

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