Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
A San Valentino, da Wildflowers in via Boccacanale di Santo Stefano 16, l'amore non ha la forma della solita rosa rossa importata dall'altra parte del mondo
Un cittadino racconta lo sgombero al Grattacielo di Ferrara come il momento più doloroso della sua vita in città, simbolo di una frattura morale difficile da sanare
naugurata la nuova passerella ciclopedonale del nuovo sistema di collegamenti che unisce la Darsena al centro storico di Ferrara, un’infrastruttura strategica denominata “Assi di connessione urbana”
di Ranieri Varese*
Ho letto con attenzione la lettera che un gruppo di colleghi ed amici, verso i quali nutro la massima stima e considerazione, ha ritenuto di inviare al Sindaco di Ferrara: l’approvazione per la organizzazione dello ‘Spazio Antonioni’ si unisce alla proposta di istituzione di analogo ‘spazio’ per il regista ferrarese Florestano Vancini.
Non riesco a riconoscermi né nel giudizio positivo sull’operato dell’Amministrazione, né nella proposta.
‘Lo spazio Antonioni’ è un momento espositivo che se isolato rischia di essere inutile. Un senso ha tutto ciò se si affianca un progetto di organizzazione della ricerca del quale non si vede traccia operativa. Non esiste un comitato scientifico, non esistono sale di studio che si affianchino alla possibilità di utilizzare l’archivio on line, non esiste un collegamento con l’Università ove pure è presente l’insegnamento di storia del cinema, non esiste l’indicazione di iniziative di studio dei materiali raccolti, manca un calendario della ricerca.
Maggiormente utile mi pare proporre il tema largo del ‘cinema e la città’, piuttosto che inseguire i ‘personaggi’ col rischio di cadere nell’agiografia.
L’auspicato ‘turismo di qualità’ nasce dalla conoscenza la quale deriva da quanto lo studio e la ricerca hanno saputo indicare e definire: in caso diverso è formula vuota.
L’invito mi pare una ulteriore testimonianza dell’incapacità, non solo della amministrazione ma anche di molti ferraresi, di pensare in termini di strutture invece di limitarsi all’apparire.
Un appello fuorviante; quasi una ‘captatio benevolentiae’ della quale non si intende la ragione.
*Storico dell’arte
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