Ferrara tra luci e ombre nel benessere equo e sostenibile
Il Rapporto Bes delle Province 2025 restituisce l’immagine di una Ferrara complessivamente positiva, sopra la media nazionale in diversi indicatori chiave, ma con alcune aree di fragilità
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Il 2025 si chiude con un segnale incoraggiante per la sicurezza del territorio ferrarese
«La scuola pubblica è il luogo in cui si formano spirito critico, pluralismo e cittadinanza consapevole. Ogni tentativo di intimidazione o schedatura ideologica del personale docente va respinto con fermezza». Lo dichiarano i dem Paolo Calvano e Maria Costi
"La roeuda gira". Un modo di dire milanese, che richiama il movimento continuo delle cose e il loro inevitabile cambiamento, è il filo conduttore pubblicato su Facebook da Bobo Craxi
Lunedì 26 gennaio, la storica Sala della Regina di Montecitorio ha ospitato un momento di grande rilevanza nel percorso di memoria e consapevolezza civica, segnando una tappa fondamentale dell’XI Edizione del Premio Giovanni Grillo
di Ranieri Varese*
Ho letto con attenzione la lettera che un gruppo di colleghi ed amici, verso i quali nutro la massima stima e considerazione, ha ritenuto di inviare al Sindaco di Ferrara: l’approvazione per la organizzazione dello ‘Spazio Antonioni’ si unisce alla proposta di istituzione di analogo ‘spazio’ per il regista ferrarese Florestano Vancini.
Non riesco a riconoscermi né nel giudizio positivo sull’operato dell’Amministrazione, né nella proposta.
‘Lo spazio Antonioni’ è un momento espositivo che se isolato rischia di essere inutile. Un senso ha tutto ciò se si affianca un progetto di organizzazione della ricerca del quale non si vede traccia operativa. Non esiste un comitato scientifico, non esistono sale di studio che si affianchino alla possibilità di utilizzare l’archivio on line, non esiste un collegamento con l’Università ove pure è presente l’insegnamento di storia del cinema, non esiste l’indicazione di iniziative di studio dei materiali raccolti, manca un calendario della ricerca.
Maggiormente utile mi pare proporre il tema largo del ‘cinema e la città’, piuttosto che inseguire i ‘personaggi’ col rischio di cadere nell’agiografia.
L’auspicato ‘turismo di qualità’ nasce dalla conoscenza la quale deriva da quanto lo studio e la ricerca hanno saputo indicare e definire: in caso diverso è formula vuota.
L’invito mi pare una ulteriore testimonianza dell’incapacità, non solo della amministrazione ma anche di molti ferraresi, di pensare in termini di strutture invece di limitarsi all’apparire.
Un appello fuorviante; quasi una ‘captatio benevolentiae’ della quale non si intende la ragione.
*Storico dell’arte
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