25 Aprile, scuola e resistenza: un appello da Ferrara per Gaza
L'appello redatto da alcuni docenti di Ferrara, sotto il nome collettivo di Scuola per Gaza, in vista della ricorrenza del 25 Aprile
L'appello redatto da alcuni docenti di Ferrara, sotto il nome collettivo di Scuola per Gaza, in vista della ricorrenza del 25 Aprile
I famigliari di un uomo di 88 anni vogliono vederci chiaro e sapere se nel decesso del loro congiunto ha avuto anche solo una piccola responsabilità l'equipe medica e infermieristica che lo ha preso in carico
Hanno preso una sua foto da Instagram, l'hanno manipolata attraverso l'intelligenza artificiale per mostrarla nuda e hanno così fatto girare nelle chat di studenti il materiale pornografico così ottenuto
Una vera e propria base dello spaccio sgominata dopo mesi di pedinamenti che hanno fruttato un sequestro di oltre 7 kg di droga e di oltre 4mila euro in contanti
Due persone sono state arrestate dai carabinieri a Ferrara nell'ambito di un'attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti: un 30enne sorpreso all'alba con hashish e contanti e un 28enne destinatario di un aggravamento della misura cautelare per reiterate violazioni
“Ora mio fratello Denis può volare“. La Corte di Assise del tribunale di Cosenza ha da poco inflitto 16 anni – in primo grado – a Isabella Internò per l’uccisione di Denis Bergamini, quando la sorella dell’ex calciatore del Cosenza, Donata, fuori dal palazzo di giustizia, pronuncia queste parole, trattenendo a stento le lacrime davanti ai giornalisti.
“Finalmente la Corte ci ha dato ragione. Quando ho capito che la giustizia stava arrivando, la testa è andata a mio fratello, a mio padre e a mia madre che è
ancora in vita ma che probabilmente non riuscirà a capire per la sua malattia” ha detto.
“Ho pensato subito – ha aggiunto – ai miei figli che hanno finalmente smesso di portarsi dietro questa macchia. Gli ho sempre detto che nella giustizia bisogna avere fiducia che prima o poi la giustizia arriva. Ho provato felicità anche per i miei nipoti che non subiranno quello che hanno subito i miei figli”.
“Cosa ho provato vedendo Internò? Niente, non mi ha fatto nessun effetto perché quella persona li per me era già in carcere prima” ha proseguito.
“Per quanto riguarda l’aula – ha sottolineato Donata Bergamini – devo ringraziare i miei avvocati perché se siamo arrivati a questo punto, oltre alla Procura di Castrovillari, l’impegno grande è stato dei miei avvocati non solo per quanto riguarda l’impegno morale ma anche l’impegno fisico perché la mia Regione
(l’Emilia Romagna, ndr) dalla Calabria è difficile da raggiungere. Riguardo al fuori ringrazio gli amici di Denis, gli abitanti della mia regione che mi sono stati vicini ma il ringraziamento più grande va alla città di Cosenza, partendo dai tifosi poi da tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni. Ho avuto un calore enorme. È quel calore che mio fratello sentiva a Cosenza e che lo ha spinto a non andare in una squadra più importante ma ha preferito rimanere qui”.
“L’entità della pena non mi interessa in questo momento – ha concluso la sorella di Denis, come riporta l’Ansa – per me la cosa più importante era che quello che sia io che mio padre avevamo subito visto dall’inizio, quello che dicevamo era vero, che Denis era stato ucciso”.
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